Posted: 22 Dec. 2020 5 minuti Tempo di lettura

Deloitte LSHC Predictions 2025

Digitalizzazione e partnership aspetti cruciali del comparto pharma del futuro

Le aziende farmaceutiche, al centro dell’attenzione pubblica per il loro ruolo cruciale in questo momento, si trovano a operare in un mondo di grandi opportunità e sfide, dove il tema della trasformazione digitale sarà sempre più strategico e prioritario nei prossimi anni. Tanto sugli aspetti legati al cambiamento dei consumatori-pazienti e al monitoraggio dei propri prodotti sul mercato, quanto su quelli legati ai processi di R&D e della catena di produzione, lo sviluppo e l’adozione della tecnologia digitale insieme al tema delle collaborazioni tra vari player saranno determinanti rispetto alle dinamiche future del settore.

Il contesto attuale ha reso chiaro sin da subito quanto il contributo fornito dalle aziende life sciences in sinergia con quello delle organizzazioni sanitarie e di tutti gli altri stakeholder dell’ecosistema salute sia stato importante nel contribuire ad accelerare la scoperta, lo sviluppo e la produzione di terapie e vaccini correlati al COVID-19, ma anche nell’istituire reti di produzione e catene di approvvigionamento per consentire la distribuzione e la consegna di vaccini COVID-19.

Guardare al contesto attuale per capire come sarà il futuro delle organizzazioni operanti nel life sciences e healthcare è il punto di partenza del report The future unmasked: Predicting the future of healthcare and life sciences in 2025, studio che esplora le principali tendenze e i vincoli da superare, partendo dalle evidenze odierne per dare indicazioni su quello che sarà il prossimo futuro del settore.

La pandemia ha mostrato i vantaggi delle partnership nella ricerca e sviluppo biofarmaceutico e ha evidenziato l'importanza fondamentale di una catena di approvvigionamento globale robusta ed efficiente dal punto di vista operativo, ma anche la sua vulnerabilità agli shock globali. L'esperienza del COVID-19 ha accelerato la digitalizzazione delle operazioni di scoperta e sviluppo di farmaci, di produzione e approvvigionamento delle aziende biofarmaceutiche.

Per quanto riguarda il prossimo futuro, ci si attende che nel 2025 le società avranno invertito il calo dei rendimenti della R&D farmaceutica. La nostra previsione è che da qui ai prossimi 5 anni le aziende biofarmaceutiche avranno adottato tecnologie digitali avanzate per trasformare le loro attività di scoperta di farmaci e sviluppo clinico. I processi di ricerca e sviluppo saranno potenziati da piattaforme digitali e accesso su larga scala a standard di dati FAIR (Findability, Accessibility, Interoperability and Re-use). Lavorare con il mondo accademico e le società di tecnologia digitale diventerà la norma, così come l'uso di più set di dati disparati. Leader esperti e interdisciplinari con competenze digitali avanzate e una mentalità rapida, supportati da consigli di amministrazione tecnologici e compatibili con l'AI guideranno la trasformazione digitale delle imprese del settore.

Guardando invece alla Supply chain del futuro, si prevede che nel 2025 le filiere di nuova generazione saranno integrate nell'assistenza sanitaria e nell'esperienza del paziente.

Nel 2025, le aziende biofarmaceutiche avranno applicato l'apprendimento dalla pandemia COVID-19 e spostato le loro tradizionali catene di fornitura lineari verso reti di fornitura digitale interconnesse (DSN) abilitate dall'intelligenza artificiale. Questo passaggio al digitale aiuterà le aziende a ottimizzare l'uso di dati sulle prestazioni interoperabili e l'elaborazione dei dati e il processo decisionale in tempo reale, per ridurre il rischio di soggettività e pregiudizi, mentre la tecnologia blockchain sarà in grado di assicurare trasparenza nei sistemi di tracciamento.

Infine, altro asset cruciale per costruire cluster sanitari di successo, in grado di accelerare il ritmo della trasformazione digitale, sarà appunto la capacità di costruire partnership affidabili tra industria, mondo accademico e fornitori. Tali cluster di successo devono essere supportati da servizi finanziari flessibili e affidabili, oltre che da appropriate iniziative governative, che sappiano creare condizioni ottimali per lo sviluppo di nuovi modelli di business che, guidati dall’efficienza, permettano tra le altre cose anche risparmi in tutto l'ecosistema sanitario e un sempre maggior accesso alle tecnologie e ai servizi digitali. In queste condizioni riescono infatti ad emergere nuovi standard per la condivisione, l'analisi e la trasparenza dei dati, con un conseguente miglioramento del livello di fiducia verso le organizzazioni e dell’efficienza di tutto l’indotto.

L’emergenza Covid-19, come abbiamo visto, ha sicuramente accelerato la creazione di tali collaborazioni, sia tra aziende private che tra private e pubblico. Il nostro studio mette in evidenza sia la rilevanza delle partnership tra big player tech e pharma che tra pubblico-privato. Allo stesso tempo si ipotizza un'alleanza innovativa tra cluster di diversi Paesi in grado di costruire una piattaforma di ricerca sicura, combinando le loro capacità di ricerca e innovazione al fine di promuovere i progressi nella ricerca di trattamenti per malattie rare. Ogni cluster comprenderà università, ospedali didattici, una biobanca di ricerca e registri nazionali delle malattie.

L'infrastruttura IT e digitale per il progetto, basata su standard di interoperabilità aperti, sarà fornita presumibilmente da una grande azienda tecnologica e da una società leader nella scoperta di farmaci AI.

Le alleanze saranno trasparenti sull'uso dei dati dei pazienti e sul ruolo di ogni partner, contribuendo a costruire e mantenere la fiducia del pubblico. Utilizzando piattaforme di ricerca sicura basata sul cloud per combinare set di dati, le alleanze raggiungerebbero l’obiettivo di accelerare lo studio di nuovi farmaci.

Ciò diventerà possibile in quanto le aziende avranno agito su una serie di tematiche chiave quali il presidio di competenze e nuovi talenti, il monitoraggio del ritorno sugli investimenti in R&D, l’allineamento costante con le nuove normative e autorità di regolamentazione e l’evoluzione di infrastrutture IT interoperabili e integrate tra loro.

Risulta evidente quindi che la trasformazione del settore non riguarda solo l’implementazione della tecnologia in senso stretto, ma implica un cambio di mentalità e l’adozione di nuovi modelli e processi di business per concretizzare tale cambio di passo, su cui la pandemia si è rivelata un acceleratore.

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Valeria Brambilla

Valeria Brambilla

Life Sciences & Health Care Industry Leader

Valeria Brambilla, revisore dal 2005 e socio Deloitte dal 2007, dal 2008 è iscritta all’Albo dei revisori contabili. Nel 2009 è divenuta Responsabile dell’ufficio di Parma dal 2009 e da giugno 2012 è Leader dell’Industry Manufacturing. Ha maturato significative esperienze nella revisione e nel reporting di società appartenenti a gruppi internazionali quotati, società quotate ai mercati italiani e gruppi italiani di medie dimensioni.