Posted: 17 Jul. 2020 4 minuti Tempo di lettura

Investire sulla formazione STEM, investire sul futuro del Paese

Un Paese che non dà sufficiente importanza alla formazione STEM dei suoi giovani è un Paese che sta perdendo un’occasione. Come Deloitte lo sappiamo da tempo: lo viviamo sulla nostra pelle, perché siamo continuamente a caccia dei migliori talenti e sempre più spesso ci accorgiamo che non è facile trovare le competenze più innovative. Quelle stesse competenze che stanno cambiando il mondo e che, in un momento di ripensamento delle priorità nazionali e globali, dobbiamo mettere al centro delle strategie di crescita che verranno discusse dai leader del pianeta nel corso del prossimo G20 – occasione in cui l’Italia, per la prima volta in assoluto, avrà la presidenza del forum internazionale.

Una crescita più virtuosa, sostenibile e inclusiva: puntare su una formazione STEM ci permetterebbe di raggiungere proprio lo stesso obiettivo che ci eravamo posti quando, a gennaio 2020, abbiamo lanciato Impact for Italy – il progetto con cui volevamo moltiplicare i nostri sforzi nell’affiancare le nostre imprese e rilanciare la crescita italiana. In continuità con lo spirito di quella iniziativa, abbiamo avviato la prima ricerca dell’Osservatorio della nostra Fondazione: i dati che ne sono emersi ci confermano che possiamo immaginare un’Italia più competitiva, innovativa e resiliente solo se cominciamo a investire in maniera sistematica sulla formazione STEM delle giovani generazioni.

Si stima che nei prossimi anni, infatti, buona parte delle attuali mansioni sarà processata interamente dalla tecnologia: Artificial Intelligence, Machine Learning e Robotics potranno svolgere in autonomia i compiti più ripetitivi, consentendo alle persone di focalizzarsi sui processi decisionali a maggior valore aggiunto. Inoltre, il crescente utilizzo dello smart working ha già iniziato a cambiare la cultura organizzativa e la gestione delle relazioni, conferendo sempre maggior rilevanza anche alle cosiddette soft skill oltre che alle competenze tecnologiche.

Cambiamenti epocali a cui, come Deloitte, stiamo cercando di rispondere con iniziative come DIGITA – l’accademia a cui abbiamo dato vita insieme all’Università Federico II di Napoli e che da poco ha concluso il 3° anno accademico e formato 300 studenti, di cui una parte oggi lavora stabilmente presso di noi. Ma questi sforzi puntuali, portati avanti da singole università o aziende, non bastano. Serve un cambio di passo di tutto il sistema dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Ed è proprio per riuscire a realizzare questo sforzo che abbiamo voluto dare il nostro contributo con uno studio che ha analizzato il contesto formativo nazionale, raccogliendo il punto di vista di tutti gli stakeholder del sistema.

Abbiamo chiesto il parere di studenti e giovani appena entrati nel mondo del lavoro e abbiamo anche interrogato docenti, aziende e centri di orientamento per analizzare le dinamiche sottostanti le scelte dei giovani, le criticità del sistema scolastico e accademico, così come il passaggio all’ambiente professionale. Abbiamo visto che c’è ancora molta strada da fare, ma che il potenziale per correggere la rotta c’è. La nostra impostazione culturale a vocazione umanistica non deve essere considerata un vulnus, ma un punto di forza. Se sapremo coniugare lo slancio verso l’innovazione con il meglio della nostra cultura, potremo dare un grande contributo realizzando quell’umanesimo digitale di cui si sente parlare sempre più spesso. Ma per realizzare un obiettivo così ambizioso e stimolante dobbiamo cominciare a investire seriamente sulla formazione STEM. Dobbiamo iniziare a investire, cioè, sul nostro futuro e su quello dei nostri ragazzi. 

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"RiGeneration STEM. Le competenze del futuro passano da scienza e tecnologia"

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Fabio Pompei

Fabio Pompei

Chief Executive Officer

Fabio Pompei è il Chief Executive Officer di Deloitte Italy. Fabio, oltre ad essere Partner di Deloitte dal 2000 e ad aver maturato una significativa esperienza nella revisione in qualità di responsabile dell’area Centro Sud e componente del Comitato Operativo dell’Audit italiano, ha ricoperto la carica di Talent Leader per l'Italia per 4 anni.