Posted: 09 Nov. 2020 5 minuti Tempo di lettura

Per sconfiggere il Covid serve un’alleanza tra Pubblico e Privato

Il Recovery Fund è un’occasione storica per rilanciare l’economia coniugando crescita e sostenibilità. Una partita che possiamo vincere solo con un patto tra le imprese e le istituzioni pubbliche.

Crescita, innovazione, sostenibilità. Con il Recovery Fund l’Italia ha un’occasione storica per trasformare la propria economia e tornare a crescere coniugando competitività e sostenibilità. Grazie alla straordinaria risposta dell’UE alla crisi scatenata dal nuovo Coronavirus, infatti, il nostro Paese avrà a disposizione oltre 200 miliardi di euro tra prestiti e trasferimenti diretti. Risorse che, però, per dare frutti, dovranno essere impiegate innanzitutto con l’obiettivo di tornare a crescere.

Un paese più moderno. È questo il primo obiettivo delle linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del Governo ed è in questa direzione che ci muoviamo anche come Deloitte con il nostro progetto Impact for Italy. Un obiettivo che, oggi, si misura innanzitutto sulla capacità di innovazione. Ma per innovare servono maggiori investimenti in Ricerca & Sviluppo. E serve una strategia nazionale per il trasferimento tecnologico che leghi Università, Centri di Ricerca e mondo delle Imprese, prendendo il meglio dalle best practice internazionali. Ad oggi abbiamo un livello di Innovazione e trasferimento tecnologico inferiore alla media Ue. E regaliamo talenti a tutto il mondo. Dobbiamo invertire rotta, investendo più risorse in ricerca e facendo in modo che le scuole e le università si rafforzino soprattutto nelle discipline STEM, materie su cui, come ha dimostrato lo studio dell’Osservatorio della nostra Fondazione, l’Italia è ancora indietro.

Anche la spinta alla digitalizzazione è cruciale, come ha reso evidente il lockdown. Ma per far sì che tutti possano beneficiarne e non aumentino le diseguaglianze, servono infrastrutture adeguate e risorse per aumentare l’alfabetizzazione digitale di tutta la popolazione, con speciale attenzione ai dipendenti della Pubblica Amministrazione, dai quali dipende la nostra capacità di rendere più snella e funzionale la burocrazia italiana.

Infine, non c’è modernizzazione del Paese senza modernizzazione delle imprese. In questa fase è di vitale importanza sostenere le tante Pmi ad alto potenziale che, da sole, non riescono a investire in innovazione. Infatti, benché solo una Pmi su quattro abbia raggiunto una maturità tecnologica tale da poter competere sui mercati internazionali, le nostre aziende generano oltre il 30% del nostro Pil con le sole esportazioni.

Un paese più sostenibile. Il ritorno a tassi di crescita più elevati, nei prossimi anni, dovrà andare di pari passo con una maggiore sostenibilità. Per garantire un futuro ai giovani, dobbiamo dare concretezza a quella transizione ecologica che, non a caso, la Commissione Europea ha messo al centro del suo piano di rilancio. Grazie alle innovazioni tecnologiche e alle nuove policy comunitarie, la sostenibilità sarà sempre più strategica per le aziende e potrà contribuire al rilancio economico di tutta l’Europa.

Non meno rilevante è il nodo energetico: mentre Francia e Germania si stanno attrezzando per diventare leader nella produzione di idrogeno green, l’Italia continua a scontare una forte dipendenza dall’estero per il suo fabbisogno energetico. Ma con l’avanzare dell’innovazione tecnologica, l’Italia può ridurre la sua dipendenza energetica puntando sulle rinnovabili: una strategia che non solo aumenterebbe l’efficienza energetica nazionale, ma che potrebbe anche aiutarci a centrare l’obiettivo della decarbonizzazione.

Rientra in questa sfida anche l’ammodernamento delle nostre infrastrutture: oltre a dover risanare storici ritardi nei collegamenti tra il Nord e il Sud del Paese, nonché tra il versante Est e Ovest, sarà importante destinare investimenti alla messa in sicurezza del territorio e delle infrastrutture già esistenti. Una grande operazione di cura del territorio potrebbe diventare un volano di crescita ed evitare, nei prossimi anni, gravi costi umani ed economici connessi ai rischi da climate change.

Un paese più inclusivo. La pandemia, come ci ha ricordato il Presidente della Repubblica Mattarella, rischia di aggravare le disuguaglianze esistenti e di lacerare il nostro tessuto sociale. Per fare in modo che il Recovery Plan sia efficace e vada a beneficio del maggior numero di persone possibile, sarà importante investire le risorse tenendo a mente le disparità che ancora oggi caratterizzano il nostro Paese. Sfide cruciali che potranno essere vinte solo con una partecipazione delle donne nel mondo del lavoro e nelle cabine di regia politica.

Infine, per spegnere le tensioni sociali e lavorare all’obiettivo comune del rilancio economico è necessario che le istituzioni e le imprese lavorino insieme. Il pubblico, così, potrà avvalersi delle competenze e della forza innovativa del privato. Il privato, d’altra parte, non può farcela senza investimenti e, ancora di più, senza una politica industriale di lungo periodo. 

Un’alleanza più necessaria che mai e non rimandabile: l'ora di un grande patto pubblico-privato è arrivata.

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Fabio Pompei

Fabio Pompei

Chief Executive Officer

Fabio Pompei è il Chief Executive Officer di Deloitte Italy. Fabio, oltre ad essere Partner di Deloitte dal 2000 e ad aver maturato una significativa esperienza nella revisione in qualità di responsabile dell’area Centro Sud e componente del Comitato Operativo dell’Audit italiano, ha ricoperto la carica di Talent Leader per l'Italia per 4 anni.