Posted: 05 May. 2021 4 minuti Tempo di lettura

Innovazione e sostenibilità

Così possiamo innescare una crescita virtuosa e superare la pandemia

Combinare innovazione e sostenibilità: è questa la sfida che oggi ogni impresa e istituzione ha davanti. Una sfida complessa e allo stesso tempo entusiasmante, a cui rispondere grazie a un approccio integrato che potremmo definire “Innovability”, e che potrebbe essere la chiave per far ripartire il nostro Paese e renderlo più competitivo.

Il concetto di Innovability rappresenta la naturale evoluzione dell’innovazione antropocentrica, il paradigma di innovazione che mette al centro i bisogni delle persone e che d’ora in poi dovrà avere come priorità il benessere sociale e ambientale della società. In questo modo, il concetto di “centralità dell’uomo” viene ampliato a quello di “centralità della sostenibilità”: l’innovazione diventa lo strumento abilitante di una transizione etica e sostenibile che vada a beneficio di tutti. Come dimostrano le iniziative di numerose istituzioni nazionali e internazionali, la sostenibilità sta diventando sempre più centrale nelle strategie di lungo periodo. Ne è un esempio evidente la decisione dell’Unione Europea di destinare il 37% del Next Generation EU alla lotta ai cambiamenti climatici e di finanziare questo strumento per il 30% tramite l’emissione di Green Bonds (European Commission 2020). Allo stesso modo però, nel radar delle priorità istituzionali ci sono anche innovazione e transizione digitale, una progettualità che trova conferma anche dall’istituzione del Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale.

Se da una parte guardiamo alle istituzioni perché creino le condizioni e le politiche a sostegno di una cultura della sostenibilità, dall’altra guardiamo al mondo dell’innovazione, delle start up e delle nuove tecnologie per trovare le soluzioni concrete che le aziende possano adottare per assicurare una transizione innovativa, diventando allo stesso tempo maggiormente sostenibili. Ma non si tratta solo di affiancare sostenibilità e innovazione, è fondamentale sviluppare tra i due ambiti una relazione simbiotica e di complementarietà strategica definendo un unico concetto di Innovability. Secondo una recente ricerca Deloitte, a oggi in Italia l’implementazione di soluzioni tecnologiche etiche realizzate ponendo l’uomo al centro è stata scelta già dal 46% degli executive, ma non solo: le imprese che raggiungono risultati d’eccellenza in aree come inclusività e valorizzazione delle persone, impegno negli ESG e attenzione nei confronti della comunità, dimostrandosi autentiche agli occhi dei propri interlocutori, sono anche quelle che hanno affrontato meglio la crisi. L’Innovability si dimostra quindi una soluzione concreta ed efficace non solo per essere resilienti ma anche per consolidare una solida crescita economica e sociale, a beneficio del sistema Paese. Una crescita cioè sostenibile.

Non è più il tempo di una sostenibilità “di facciata”– il cosiddetto “Green Washing”. Adesso sarà necessario per le imprese incorporare il nuovo paradigma della sostenibilità all’interno della propria visione strategica.

E affinché i risultati siano tangibili, l’Innovability dovrà rispondere ad alcuni imperativi: dovrà essere concreta e misurabile, in grado di generare valore economico, sociale, ambientale e, quindi, sostenibile; dovrà divenire una funzione trasversale all’intera organizzazione, definendo nuove figure strategiche come il Chief Innovability Officer; dovrà far leva su una nuova ricerca disruptive fondata sul paradigma della sostenibilità; infine, dovrà favorire la creazione di ecosistemi di innovazione nazionali e internazionali che siano allargati e partecipati.

Gli stimoli del Next Gen EU ci permetteranno di cogliere la più grande occasione del nostro tempo, di fare il salto di qualità e di innescare quel circolo virtuoso in grado di rilanciare una ripresa economica e sociale più innovativa, verde, equa. A patto di interpretare con efficacia la relazione di complementarietà imprescindibile tra innovazione e sostenibilità.

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Fabio Pompei

Fabio Pompei

Chief Executive Officer

Fabio Pompei è il Chief Executive Officer di Deloitte Italy. Fabio, oltre ad essere Partner di Deloitte dal 2000 e ad aver maturato una significativa esperienza nella revisione in qualità di responsabile dell’area Centro Sud e componente del Comitato Operativo dell’Audit italiano, ha ricoperto la carica di Talent Leader per l'Italia per 4 anni.

Andrea Poggi

Andrea Poggi

Innovation Leader, NSE | C&I Leader, DCM

Andrea è Senior Partner, membro del Comitato Esecutivo per Deloitte Nord e Sud Europa (NSE). E’ Leader dell’Innovazione per il network NSE ed è responsabile del Mercato per l’Europa centro-mediterranea, guidando la practice “Clients & Industries”. Andrea è appassionato dei temi di innovazione, crede nell’approccio multidisciplinare che olisticamente integri asset innovativi e tecnologici con nuovi modelli di business. Ha sviluppato la sua carriera consulenziale principalmente nei settori finanziari ed assicurativi. E' considerato un punto di riferimento dalla business community, regolarmente invitato alle piu’ influenti conferenze istituzionali italiane ed europee. Con un’esperienza manageriale di circa 25 anni sulla catena del valore di grandi multinazionali finanziarie e società di consulenza, è anche il fondatore in Europa Centro-Mediterranea di Monitor, la boutique di consulenza strategica di Deloitte, che ha posizionato nel mercato con una forte connotazione esecutiva. In passato, Andrea è stato top manager in un primario Gruppo assicurativo nonché docente universitario e autore di diversi libri, inclusi testi accademici. Regolarmente intervistato dai principali media, pubblica spesso articoli manageriali sulla stampa e su testate specializzate.