Posted: 15 Apr. 2021 4 minuti Tempo di lettura

LMC Survey Report 2021

L’evoluzione e il futuro dei dipartimenti legali in-house in Italia

L'attuale contesto globale sta portando i dipartimenti legali in-house in Italia a ripensare il proprio modello operativo, per raggiungere una maggiore efficienza e aumentare e misurare il valore che sono in grado di fornire all'azienda. È un momento di trasformazione ed è tempo di trasformarsi. Deloitte Legal, partendo da questo presupposto, ha identificato alcuni punti chiave per aiutare i GC ad orientarsi nel viaggio della trasformazione verso il dipartimento legale in-house del futuro, che non sarà perfetto in assoluto, ma perfetto per l’organizzazione in cui opera.

Con la prima edizione della Legal Management Consulting Survey 2021, Deloitte Legal raggiunge una frontiera inedita per tutto il settore in-house, in quanto è il primo report a essere dedicato ai dipartimenti legali italiani, prendendo in esame diverse tematiche come strategia, modelli di governance, ruoli e responsabilità, servizi e compiti legali, strategie di sourcing, tecnologia e digitalizzazione. La ricerca è stata condotta tra la fine dello scorso anno e l’inizio del 2021 su aziende e professionisti operanti sul territorio nazionale con il coinvolgimento di General Counsel, Chief Legal Officer, Legal Counsel e manager d’impresa per dare forma a un nuovo modo di intendere e attuare la professione del legale in-house grazie a strategie solide, modelli efficaci e processi efficienti.

I risultati hanno rafforzato la visione del difficile contesto in cui i dipartimenti legali in-house devono operare, tra un ambiente normativo sempre più regolamentato, la globalizzazione del business, l’aumento della domanda collegato alla diminuzione delle risorse disponibili e l’accelerazione dei progressi tecnologici. Un dato importante emerge dalla composizione del dipartimento legale in-house tipico italiano, dal momento che quasi la metà degli intervistati dichiara di avere in forza al dipartimento legale un numero di dipendenti minore o uguale a 5, mentre solo un numero molto contenuto dichiara di avere un dipartimento legale con più di 20 dipendenti (con pochissimi “outlier” oltre i 100 dipendenti, esclusi dal calcolo dei valori medi). La media dei dipendenti full time equivalent impiegati nel dipartimento legale delle società intervistate è pari a 6,6 e i dipendenti, per la quasi totalità, sono localizzati nella direzione affari legali presso la sede legale della società. Il trend legato alle persone in termini di full time equivalent negli ultimi 12 mesi è aumentato per il 37% dei casi o è rimasto invariato per il 44%, mentre c’è stata una diminuzione solo per il 19%, nonostante la pandemia.

Altro dato interessante riguarda i compiti ritenuti più rilevanti dai team legali interni: sono compiti “molto importanti” la gestione e prevenzione dei rischi legali per 3 intervistati su 4 e l’advice al top management per 2 intervistati su 3. Nella maggioranza dei casi, inoltre, i dipartimenti legali in-house sono chiamati a fornire anche servizi e prestazioni non esclusivamente legali, e spesso sono responsabili anche in materia di compliance. Questo porta a dover gestire un sovraccarico di lavoro e di responsabilità, trovandosi a operare in un contesto caratterizzato da scadenze impellenti e urgenze costanti. Dalla ricerca è inoltre emerso lo scarso uso di metodologie alternative di sourcing, come outsourcing, ALSP (Alternative Legal Service Provider), LPO (Legal Process Outsourcing), SSC (Shared Services Centre), nonché un limitato uso della tecnologia.

Per il futuro bisogna compiere un salto di qualità: permettere al dipartimento legale di diventare strategico e di partecipare attivamente al raggiungimento degli obiettivi dell'organizzazione, sostituendo strutture rigide con altre più fluide, in modo che gli avvocati interni possano passare dal business partnering alla value creation. Su questo fronte abbiamo iniziato a vedere esempi tangibili di valore generato dai dipartimenti legali che vanno oltre l'ottimizzazione dei costi: alcuni sono all'avanguardia nell'innovazione guardando alla gestione del rischio proattiva e preventiva, sfruttando i progressi nell'intelligenza artificiale, l'analisi e le tecnologie di rilevamento del rischio per integrare e migliorare i tradizionali programmi di compliance. Entro la fine del 2021 la tecnologia potrà avere un importante impatto positivo sulla visibilità globale dei processi di compliance e di gestione del rischio e trasformerà molte delle attività legali quotidiane.

Cogliere la sfida e creare valore (misurandolo) per la propria organizzazione è il prossimo step da compiere per tutto il settore.

Scarica il report

Scopri di più sull'autore

Carlo Gagliardi

Carlo Gagliardi

Managing Partner - Milano

Carlo Gagliardi è il managing partner di Deloitte Legal dal 1° giugno 2018. Prima di assumere la guida di Deloitte Legal Carlo ha maturato molteplici esperienze sia in ambito professionale sia in abito manageriale, sviluppando un’approfondita conoscenza delle dinamiche di gestione degli uffici societari e di rapporto con le Autorità, delle funzioni legali e di compliance interna aziendale. Avvocato specializzato in corporate, M&A ed equity capital markets, Carlo ha svolto la professione per oltre 13 anni presso prestigiosi studi nazionali e internazionali, prestando la propria assistenza in numerose e rilevanti operazioni straordinarie fino al 2012, anno nel quale ha lasciato la professione per entrare in Banca Popolare di Milano (oggi Banco BPM) dove è stato nominato General Counsel nonché presidente di WeBank S.p.A. e consigliere di amministrazione di Banca Akros S.p.A. e Banca Popolare di Mantova S.p.A.. Carlo ha contribuito alla ristrutturazione e al rilancio del gruppo bancario, curando la corporate governance, le operazioni di rafforzamento patrimoniale, i rapporti con le Autorità e, infine, i rapporti con la Banca Centrale Europea e le attività di asset quality review. Alla fine del 2014 viene nominato partner e general counsel di Investindustrial, dove segue le operazioni del fondo e siede nel consiglio di amministrazione delle società nel portafoglio. Nel 2018 entra in Deloitte Legal come partner dello Studio.