Posted: 25 Aug. 2022 5 minuti Tempo di lettura

PNRR e Innovazione, il binomio imprescindibile per l’Italia e l’Europa del futuro

Specialmente nei momenti di incertezza, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza può e deve rimanere uno strumento essenziale per aiutarci a progettare il futuro, con l’innovazione a guida e stella polare del cambiamento. Come abbiamo rappresentato visivamente nel cortometraggio “Presto sarà domani”, infatti, il PNRR continua ad essere un’occasione di riforma strutturale e di rilancio epocale per il nostro Paese e, quindi, per l’Unione Europea. Attraverso il piano di investimento Next Generation EU, l’Unione Europea ha messo a disposizione degli stati membri più di 800 miliardi di euro a livello comunitario. Come ormai noto, all’Italia, tra i maggiori beneficiari del fondo, spettano 191,5 miliardi di euro tra finanziamenti a fondo perduto e prestiti nel periodo 2021-2026, il cui utilizzo è disciplinato dalle direttive contenute nel PNRR. Un’opportunità irripetibile e da non perdere, perché solo con una applicazione del PNRR efficace e lungimirante sarà possibile consegnare alla “Next Generation” – non è causale il nome scelto dalla Commissione Ue – un Paese più innovativo, sostenibile e inclusivo, dove la qualità della vita è migliore per tutti.

Per abilitare questa trasformazione stimolando al contempo la crescita economica, l’innovazione rimane il nostro più grande alleato, nonché la leva d’azione più efficace a nostra disposizione. Le risorse messe a disposizione dal PNRR, infatti, sono solo il primo passo: per realizzare a pieno il potenziale del cambiamento, dobbiamo riconvertire le priorità del Paese, puntando sulla diffusione dell’innovazione, sulla semplificazione della vita quotidiana dei cittadini e sulla valorizzazione delle eccellenze in un’ottica di crescita sostenibile.

È su queste premesse e ulteriori recenti analisi che abbiamo realizzato il report “Accelerare il futuro – il ruolo dell’innovazione e del PNRR per l’Italia di domani, dove sono state raccolte testimonianze importanti e indagini di mercato e settore, per offrire a imprese e istituzioni una visione sulle sfide e le opportunità di innovazione abilitate dal PNRR.  

Dalle nostre analisi emerge come l’Italia, attraverso il PNRR, ha l’opportunità di ridisegnare profondamente il proprio modello di crescita e sviluppo in Europa. In primo luogo, vincendo la sfida della transizione energetica, con un impiego crescente di risorse rinnovabili e tecnologie sofisticate. Altro nodo importante, diventato prioritario con la pandemia, è la progressiva digitalizzazione dei processi, delle infrastrutture e dei servizi, volta a potenziare competitività e produttività del sistema paese. Il PNRR offre inoltre la concreta possibilità di sviluppare e strutturare un ecosistema di innovazione, che generi sinergie attraverso condivisione di competenze e know-how e produca concrete esperienze di Trasferimento Tecnologico e Open Innovation tra i vari attori dell’Economia – un obiettivo che, come Deloitte, cerchiamo di facilitare da tempo, attraverso esperienze mirate come gli Acceleratori X-Tech.

Oltre a queste tre direttrici essenziali – Transizione energetica, Digitalizzazione ed Ecosistema di Innovazione – su cui è incardinata la strategia di Innovazione del Paese, il report esplora l’evoluzione di quattro settori chiave che, grazie all’implementazione del PNRR, hanno il potenziale di contribuire significativamente al rilancio dell’Italia. Pensiamo innanzitutto all’agricoltura, filiera chiave del Made in Italy, in cui la capacità di innovare, anche alla luce delle recenti complessità geopolitiche e climatiche, sarà distintiva per diminuire l’impatto ambientale e per aumentare la resilienza di fronte al cambiamento climatico.

Anche il nostro patrimonio culturale e turistico, unico al mondo, presenta notevoli margini di sviluppo e innovazione: grazie a nuovi strumenti tecnologici e soluzioni digitali, potremo tutelarlo e promuoverlo come mai prima, rendendolo più accessibile e fruibile al pubblico, garantendo sicurezza e sostenibilità. Trasformazioni di grande impatto coinvolgeranno anche il settore della mobilità: gli investimenti del PNRR volti a sviluppare sistema infrastrutturale all’avanguardia ci permettono già di immaginare una mobilità a zero-emissioni rispettosa dell’ambiente. Essenziale, infine, il capitolo sanità: come abbiamo imparato durante la pandemia, l’obiettivo di un sistema sanitario che possa garantire benessere, prevenzione e un accesso alle cure equo può essere significativamente facilitato dall’innovazione e dalla digitalizzazione.

Come evidente da questi esempi, l’entità e il valore della posta in gioco con il PNRR impongono a istituzioni, imprese e cittadini di mettere a fattor comune energie, competenze e risorse, per dimostrare che l’Italia e l’UE possono superare la complessità dei propri limiti strutturali. In questo contesto, l’innovazione rappresenta un acceleratore che può moltiplicare il valore e la portata delle trasformazioni in corso, a condizione che sia centrata sui bisogni reali e quotidiani dell’essere umano. Una dimensione “umana” dell’innovazione, che in Deloitte definiamo “antropocentrica”, e che trova chiara espressione nel PNRR.

È chiaro che qualsiasi esecutivo sarà chiamato a considerare il PNRR come un elemento fondamentale e assolutamente prioritario della propria agenda, al fine di abilitare e garantire il futuro del Paese. Il momento è decisivo e il successo è a portata di mano. Le risorse e le direttive predisposte dal PNRR hanno già tracciato il sentiero: è giunto il momento di percorrerlo insieme con volontà e fiducia, in quanto cittadini, imprese e istituzioni d’Europa.

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Andrea Poggi

Andrea Poggi

Innovation Leader DCM e capo delegazione Deloitte del B7

Andrea Poggi è Global Lead Client Service Partner e Deputy CEO di Deloitte Central Mediterranean (DCM). È a capo della practice DCM Innovation, che ha fondato nel 2014, ed è CEO di Officine Innovazione, la prima firm di Deloitte specializzata in Innovation Management e Open Innovation, che ha fondato nel 2018. Dal 2015 al 2023 Andrea ha ricoperto il ruolo di Client&Industry (C&I) Leader in DCM, portando a un’importate crescita e instaurando partnership strategiche e rilevanti accordi di sponsorizzazione. Nel 2024 Andrea è stato nominato Head of Deloitte Delegation nel ruolo di unico Knowledge Partner di Confindustria che guida, sotto la Presidenza di Emma Marcegaglia, il B7, il principale engagement group del G7, che ha l'obiettivo di rappresentare la business community dei sette Stati economicamente più avanzati del pianeta. All'interno di Deloitte North & South Europe (NSE), Andrea ha guidato dal 2019 al 2023 la practice NSE Innovation, durante la quale ha sviluppato un programma di innovazione comune a 26 GEO, 5 Business e 6 Industries, ottenendo importanti risultati. Dal 2022 al 2023 ha inoltre ricoperto il ruolo di Managing Partner per NSE Growth. Durante i suoi mandati in NSE, Andrea ha fatto parte dell’NSE Exec, del Global C&I Exec e del Global Strategy & Innovation Exec. Nel 2012 ha posto le basi per lo sviluppo di Deloitte Monitor, la boutique di consulenza strategica di Deloitte Italia, con un focus su strategia aziendale e organizzativa, business plan, marketing e M&A. Durante la sua carriera di consulente, si è specializzato nei settori dei servizi finanziari e assicurativi. Con quasi 30 anni di esperienza manageriale nella consulenza strategica, nell'innovazione e nello sviluppo del mercato, Andrea è stato autore di diverse pubblicazioni ed è un riconosciuto thought leader, attivamente coinvolto in eventi della business community. Andrea è stato anche professore universitario di Business Organization e ha partecipato in qualità di relatore e di esperto a numerosi eventi e seminari.