Webinar
4 Jun.

Deloitte webinar series

3° Episodio: Salute e Innovazione

Friday, 11:00 a.m.  CET | 50 min
Event language: Italian

 "A tu per tu" con Giorgio Palù

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Il terzo appuntamento della serie di webinar Deloitte, volti ad approfondire le aree di intervento per il rilancio del nostro Paese, vedrà la partecipazione del professor Giorgio Palù, Virologo e Biotecnologo.

Sarà un’occasione per discutere del ruolo dell’innovazione e della digitalizzazione nelle scienze della vita, nonché il rapporto pubblico-privato. Insieme all’ospite dell’evento, analizzeremo il modo in cui questi strumenti possono agevolare la ripresa del sistema Paese.

Dopo una overview sul tema, presentata da Valeria Brambilla, Life Sciences & Health Care Industry Leader di Deloitte, il prof. Giorgio Palù sarà a disposizione di tutti per condividere il proprio punto di vista durante un’intervista moderata da Josephine Romano, Partner e Head of Corporate Compliance, Deloitte Legal.

 

Agenda

11.00:    Saluto di benvenuto | Fabio Pompei, CEO Deloitte Central Mediterranean

11.05:    Salute e Innovazione | Valeria Brambilla, Deloitte Life Science & Healtcare Industry Leader Italia

11.15:    “A tu per tu” session con Giorgio Palù, Virologo e Biotecnologo
Intervista a cura di: Josephine Romano, Deloitte Head of corporate Compliance

Keynote speaker: Il professor Giorgio Palù, Virologo e Biotecnologo

I principali temi emersi dai precedenti webinar

Il “Work from home” rappresenta oggi uno dei principali punti di attenzione; la digitalizzazione lo ha reso possibile, ma sarà il modo in cui saremo capaci di riorganizzare il lavoro bilanciando sostenibilità e innovazione tecnologica che determinerà il successo dell’evoluzione e del cambiamento. Durante la pandemia la Digitalizzazione ha dimostrato di essere un elemento essenziale per la continuità delle attività lavorative e non. Allo stesso tempo è emersa anche l’imprescindibilità dei rapporti umani e quindi la necessità di creare modelli ibridi (non pure digital), che permettano ai cittadini, aziende e istituzioni di trovare un punto di convergenza per vivere e stare assieme.

Grazie ai fondi NextGen EU (ca. 10% PIL), l’Italia ha l’opportunità di risolvere i problemi degli ultimi 20 anni e spiccare il volo. Per una ripresa solida e strutturale sarà necessario sviluppare un Piano che porti ad un ridisegno della società nel suo complesso. In particolare, l’Italia dovrà concentrarsi sull’innovazione in una logica di sviluppo e sostenibilità sociale, riallocando le risorse fra settori e persone (senza mai dimenticare l’evoluzione post-pandemica dei bisogni dei consumatori e delle aziende) e traendo vantaggio da un ambiente di business favorevole (ad es. tassi d’interesse bassi).

Per generare i risultati sperati, la sfida più importante per le Istituzioni sarà quella di integrare in modo organico gli interventi inclusi nel PNRR in via di definizione da un lato e le riforme strutturali dall’altro. Sarà possibile arrivare a superare i livelli pre-crisi ma per prosperare davvero nel futuro sarà necessario costruire una nuova Italia, capace non solo di chiudere il gap con il passato ma di proiettarsi a prosperare nel futuro.

La seconda mission del PNRR rappresenta lo stanziamento più ampio dei fondi UE, circa 70 miliardi di euro. La sfida è riuscire a portare avanti una politica di transizione che sia di stimolo per la crescita economica del Paese raggiungendo gli ambiziosi obiettivi dell’European Green Deal (riduzione delle emissioni di CO2 del 55% entro il 2030 e il raggiungendo della carbon neutrality nel 2050). Sarà possibile perseguire tale obiettivo concentrandosi su 4 aree di intervento: efficienza energetica e riqualificazione degli edifici, energia rinnovabile (verso un idrogeno green), tutela del territorio e della risorsa idrica per la produzione energetica, impresa verde ed economia circolare. Sarà necessario connettere alle scelte strategiche di allocazione, le riforme di cui il sistema Paese ha bisogno (di tipo strutturale e strettamente connesse alla gestione di questo tipo di infrastrutture e alla capacità di realizzarle).

La sfida più importante per una multiutility come Iren è quella di mantenere una coerenza strategica di insieme tra le diverse filiere industriali e gli obiettivi macro che ci si prefigge. Dei 3,7 miliardi di euro di investimenti di Iren al 2025, oltre 2,2 sono destinati a obiettivi di sostenibilità, in totale coerenza con le linee guida e con le risorse allocate dalle Istituzioni, che ne indirizzano le priorità.

Secondo il punto di vista di Iren, per poter cogliere le opportunità offerte dai fondi del NextGen EU in materia di sostenibilità, il Governo dovrebbe basare le proprie riforme su 2 temi: assetto di governance delle aziende del settore multi utility, favorendo la nascita di imprese (soprattutto al sud) non troppo frammentate e con un sistema di governance basate su un modello concessorio; semplificazione dei processi autorizzativi , coniugando elementi di tutela su temi sensibili (paesaggio e ambiente) con tempi certi e modalità snelle di interlocuzione con gli enti per ridurre i tempi di attuazione.

Una delle priorità di Iren riguarda la decarbonizzazione, pur producendo già ad oggi il 76% da fonti rinnovabili (vs una media nazionale del 40%). L’obiettivo è, infatti, la neutralità carbonica.  Indispensabile sarà l’ottimizzazione del parco di generazione termoelettrico e l’abilitazione all’utilizzo di miscele a gas idrogeno tramite investimenti contenuti. Massima attenzione anche ad altre fonti rinnovabili come solare ed eolico che, non essendo programmabili, impongono tecnologie complementari dedicate che assicurino sicurezza e adeguatezza del sistema. Oltre all’attenzione verso nuove tecnologie volte alla riduzione delle emissioni di CO2.

In un quadro generale che vede determinante ciascun Paese nello sviluppo della filiera sia tecnologica, sia industriale dell’idrogeno, il posizionamento è fondamentale e urgente. Un importante tassello è rappresentato dalla capacità di produrre idrogeno verde, oggi meno dello 0,5% a livello mondiale a causa di un gap estremamente significativo nei costi di produzione, che diminuirà man mano le tecnologie si svilupperanno.

Friday, 4 Jun 2021 11:00 a.m. CET
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