2021 Corporate Responsibility Report

L’emergenza sanitaria degli ultimi due anni ha mostrato a business leader e governi il potenziale della collaborazione verso obiettivi comuni, ma anche la pericolosità del ritardare e ignorare problematiche di ampio impatto. Nell’attuale scenario di riferimento, di fronte alla crisi sanitaria ancora in essere e il conseguente impatto economico-sociale, sorge l’opportunità di rafforzare gli strumenti di governance globale e di condivisione dell’agenda internazionale per fronteggiare l’altrettanto imminente emergenza climatica. Il più recente report dell’IPCC12 ha confermato la più assoluta urgenza nell’adempiere agli obiettivi di riduzione delle emissioni entro il 2030 per scongiurare l’aumento di 1.5°C delle temperature globali. Negli ultimi anni si è registrato un aumento dell’intensità e della frequenza dei danni causati dagli effetti avversi del riscaldamento climatico (catastrofi naturali, siccità, perdita di biodiversità, malattie, etc.): è necessario dunque uno sforzo collettivo che coinvolga aziende e governi. Lavorare insieme per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030, attualmente ancora lontani dall’essere raggiunti.

 

Deloitte, grazie alla sua presenza in più di 150 paesi e la capillarità dei suoi servizi nel settore pubblico e privato, è consapevole del suo ruolo nel guidare le organizzazioni verso modi di operare più responsabili e sostenibili. A gennaio 2021, Deloitte ha lanciato la sua strategia ambientale denominata WorldClimate, volta ad indirizzare verso scelte responsabili e sostenibili all’interno e all’esterno dell’organizzazione. La strategia globale, validata dal Science Based Targets Initiative, si prefigge di affrontare il cambiamento climatico attraverso quattro obiettivi fondamentali: raggiungere il net zero carbon entro il 2030, operare in modo ecologico, responsabilizzare le persone e coinvolgere gli ecosistemi.

Il principale e più ambizioso obiettivo della strategia WorldClimate di Deloitte consiste nel diventare “Net-zero” entro il 2030. Per il raggiungimento di questo sfidante commitment Deloitte si impegna a minimizzare al massimo le sue emissioni di gas serra definendo obiettivi specifici per ogni ambito di azione del Network e a finanziare la rimozione dell'anidride carbonica prodotta dal Network per quelle emissioni che non sono ancora state eliminate.

In linea con le best practice nazionali e internazionali Deloitte ha fatto approvare questi obiettivi di riduzione delle emissioni dall'iniziativa Science Based Targets (SBTi), coerenti con i livelli richiesti per raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi (traiettoria di 1,5 ° C).

Nel FY21, le emissioni del network di Deloitte in Italia sono state nel complesso pari a 5.545 ton di CO2eq, in diminuzione del 57% rispetto all’anno precedente. La situazione pandemica degli ultimi anni, ha fatto sì che la necessità di mobilità legata alle attività del network di Deloitte in Italia, subisse una drastica riduzione.

In aggiunta all’importante riduzione derivante dall’emergenza Covid-19, a partire dal FY21, Deloitte Italia utilizza energia elettrica certificata proveniente per il 100% da fonti rinnovabili. Infine, il network di Deloitte in Italia rientra nella strategia di carbon off-setting sviluppata da NSE, al fine di compensare le emissioni che l'organizzazione non riesce ancora ad eliminare.

I cambiamenti resi necessari dalla pandemia Covid-19, uniti alla capacità di Deloitte di continuare a servire efficacemente i clienti nonostante gli ostacoli, hanno indotto a riesaminare il modo in cui opera l’organizzazione. Da questa esperienza, Deloitte ha ricavato un nuovo approccio di lavorare mantenendo gli stessi alti livelli di servizio e qualità.

Deloitte punta a ridisegnare il futuro del lavoro, tenendo conto dell’esperienza acquisita durante la pandemia: sfruttare la tecnologia per svolgere da remoto molte attività che prima facevamo di persona, mantenendo momenti di interazione fisica tra colleghi e clienti. Un modello ibrido ci aiuterà ad aumentare l'efficienza e a ottimizzare i tempi di lavoro, ma anche a limitare le emissioni inquinanti dei viaggi e del pendolarismo.