Prospettive

Social Progress Index 2017

Migliora la qualità della vita ma diritti, sicurezza e tolleranza sono a rischio

Mentre la qualità della vita sta migliorando in tutto il mondo, i leader mondiali devono affrontare alcune tendenze preoccupanti: l’inasprimento della situazione sui diritti personali, la sicurezza personale, la tolleranza e l'inclusione, nonché un lento e ineguale progresso a livello globale. Questo quanto emerge dal Social Progress Index rilasciato da Social Progress Imperative col supporto di Deloitte e in collaborazione con la Harvard Business School e il MIT.

Key findings

  • L’Italia si classifica al 24° posto a livello globale, posizionandosi tra i Paesi che registrano un indice “alto” e registrando una performance particolarmente positiva nel campo della qualità ambientale. Tra i Paesi del G7 si classifica 7°
  • La Danimarca guida la classifica dell’Index, seguita da Finlandia, Islanda, Norvegia e Svizzera
  • A livello globale i punteggi stanno migliorando, guidati da un migliorato accesso all’educazione avanzata e da un ottimizzazione nel campo dell’alimentazione e delle cure mediche di base
  • Il Progresso è tuttavia lento e registra valori negativi su molti temi, come quello dei diritti personali. A questo ritmo è improbabile che a livello globale si raggiungano gli obiettivi di sviluppo sostenibile imposti dalle Nazioni Unite entro il 2030

What is the Social Progress Index?

L'Indice stila una classifica di 128 Paesi utilizzando 50 indicatori e include il 98% della popolazione mondiale. Quest’anno, per la prima volta, è in grado di comparare i risultati raccolti negli ultimi 4 anni, registrando un miglioramento complessivo del progresso sociale a livello globale. Il punteggio medio sale dal 63,19 del 2014 al 64,85 del 2017. Rispetto al campione, sono 113 i Paesi che hanno visto un miglioramento. 

Sul fronte delle cattive notizie, uno dei fallimenti più eclatanti riguarda le grandi potenze globali, che non hanno registrato progressi significativi negli ultimi quattro anni. Nonostante le disponibilità economiche, le popolazioni numerose e la forte influenza regionale i Paesi del G20 come la Francia, gli Stati Uniti, l'Arabia Saudita, la Russia, la Turchia e la Cina hanno in gran parte fallito nel migliorare i propri risultati sociali e ambientali e continuano a sottoperformare rispetto alle possibilità offerte dal proprio PIL.

Di seguito le principiali evidenze emerse a livello globale:

  • Migliorano gli indici relativi all’accesso all’informazione e alla comunicazione, all’educazione avanzata, nonché quelli legati all’alimentazione, alle cure mediche di base, all’accesso alle fonti d’acqua e all’igiene
  • diritti personali registrano un peggioramento causato dalla sempre più scarsa partecipazione politica e dal declino della libertà di espressione e assemblea in Paesi come Turchia, Tailandia e Ungheria
  • Scarsi i miglioramenti sulla sicurezza personale registrati a causa dell’aumento del tasso di omicidi e di crimini violenti in molti Paesi. Il declino più consistente si registra in America Latina e nei Caraibi. Dal 2009, l’Honduras ha registrato l’incremento più drammatico, passando da 44,5 a 74,6 omicidi ogni 100.000 persone

Le divergenze più profonde tra Paesi e la maggiore volatilità di indici si registrano in merito a tolleranza e inclusione.

La maggior parte dei Paesi europei mostrano risultati positivi - con l’eccezione di Repubblica Ceca, Francia, Ungheria, Lettonia, Polonia, Russia e Slovacchia, dove si notano segni di peggioramento in relazione alla tolleranza nei confronti degli immigrati e un aumento della discriminazione nei confronti delle minoranze. Lo stesso trend, causato principalmente dall’aumento dei flussi di migranti e rifugiati, si registra anche negli Stati Uniti.

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