Vita in Deloitte

Alessandro Carraretto

Scopriamo l’esperienza di work-life integration di Alessandro, UX Senior Architect in Deloitte Digital dell’area Consulting, e appassionato di disegno nel tempo libero.

Ciao! Parlaci di te e del tuo lavoro in Deloitte.

Il mio percorso di studi è alquanto strano…
Dopo il liceo classico, quindi una formazione decisamente umanistica, ho frequentato per 3 anni il corso di laurea in Informatica perché da sempre ero attirato dalla tecnologia e dal voler “creare cose”. A 8 esami dalla laurea, tuttavia, ho pensato bene di cambiare facoltà e passare a Design, perché nel frattempo mi ero appassionato alla grafica 3D (che era molto più interessante di fisica e matematica, devo dire). Da lì, poi, ho indirizzato la mia formazione nel settore dell’Interaction Design, del Digital Design e della User Experience (galeotto fu il 3D Design).
Lavoro in Deloitte Digital da un anno e mezzo, sono un Senior Consultant e mi occupo principalmente di User Experience a 360 gradi, dall’individuazione di soluzioni per i clienti, alla gestione e delivery di progetti in ambito di Design Digitale.

Da quanto tempo porti avanti questa passione e perché hai scelto di intraprenderla?

Mi ha sempre affascinato disegnare, ho sempre avuto ottimi risultati fin dalle scuole primarie, ma l’ho sempre considerata un’attività secondaria. Negli ultimi anni, influenzato anche da reportage e condivisioni di lavori sui social, ho cercato di applicare il disegno alla rappresentazione dei posti che visitavo in sostituzione allo scatto compulsivo di fotografie.
Devo dire che, a parte il risultato, che può essere più o meno bello, l’atto di osservare attentamente i dettagli, i colori, le angolazioni, le luci, per cercare di rendere su carta le sensazioni che quel luogo ti trasmette, fa sì che tutto ti si fissi in memoria e che basti un’occhiata al disegno, anche a distanza di anni, per rivivere le stesse emozioni (cosa che decine di scatti fotografici dello stesso soggetto, cosa tipica nell’epoca degli smartphone, non riesce in alcun modo a fare).
Sicuramente, quello che ho trasposto dal disegno sul piano professionale, è l’osservazione: osservare, analizzare e capire prima di progettare qualsiasi cosa, sia un deck di slide, sia un flusso applicativo, sia un’interfaccia.

Come riesci a conciliare la tua passione con il tuo lavoro?

Purtroppo la mia passione resta sempre un po’ in secondo piano, vuoi per il tempo necessario (prima trovare un soggetto valido, poi disegnare, poi colorare con gli acquerelli, quindi aspettare che si asciughi e così via), vuoi per l’esigenza di avere luoghi memorabili da immortalare ma devo dire che, soprattutto in tempi di pandemia, dopo una giornata di lavoro è molto rilassante staccare la mente dalla velocità tipica delle attività del nostro lavoro per dedicarsi a qualcosa di analogico e lento, per definizione.

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