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Rebecca D'aloja

Conosciamo Rebecca, Innovation Advisor di Officine Innovazione:

Ciao Rebecca, ci parli di te e del tuo ruolo in Deloitte?

Mi chiamo Rebecca, ho 24 anni e faccio parte del team di Officine Innovazione, una realtà che opera nel mondo dell’innovazione con un focus particolare sulle attività di accelerazione ed incubazione, sia attraverso partnership storiche che attraverso la costruzione di nuove. Da quando sono entrata in Deloitte seguo il FoodTech Accelerator, un programma dedicato a corporate e startup operanti nella filiera agroalimentare che lavoreranno insieme per 15 settimane al fine di portare a termine dei piloti industriali.

Partecipare a questo progetto mi ha permesso di continuare ad approfondire due ambiti che mi appassionano particolarmente: l’innovazione e l’industria Food & Beverage. Inoltre lavorare in un team che applica l’innovazione all’industria agroalimentare è sicuramente uno stimolo importate. Trovo molto gratificante lavorare in un ambito che mi permette di coltivare le mie passioni, affrontando interessanti tematiche da differenti prospettive.

Che impatto ha avuto il COVID-19 sul tuo lavoro e sulla tua vita e cosa ti ha portato a cambiare o realizzare?

L’impatto il lockdown che ha avuto sulla nostra attività e più in particolare sul nostro modo di lavorare non è stato indifferente. Nel FoodTech Accelerator infatti operiamo a stretto contatto con realtà innovative molto “liquide”, capaci di riadattare e reinventarsi di continuo e che vedono il cambiamento come l'unica cosa permanente e l'incertezza come l'unica certezza.

È stato fondamentale far nostra la flessibilità che caratterizza le startup, che proprio grazie alla loro struttura agile operano con successo nell’Open Innovation. Questo ci ha permesso di traslarci con facilità verso un approccio più snello e digitale, che ha velocizzato i processi decisionali. Questa tendenza orientata ad una semplificazione è stata adottata anche dalle corporate con cui lavoriamo, che per rispondere alle esigenze nate dall’emergenza hanno infatti semplificato i processi e cercato soluzioni innovative. Il nostro compito è stato sempre di più quello di supportarle in questi veloci cambiamenti e indirizzarle verso quello che viene di questi tempi chiamato il “next normal”.

Durante questo periodo di emergenza i progetti che portavamo avanti all’interno del programma di accelerazione tra le startup e le grandi corporate hanno visto un riadattamento al nuovo contesto senza però perdere di vista lo scopo con il quale erano stati avviati. Abbiamo infatti dovuto riadattare i diversi piloti e rivederli in chiave “next normal” per garantire a tutti gli attori la miglior riuscita del progetto. Grazie a strumenti digitali siamo riusciti a portare avanti progetti con realtà molto distanti tra loro non solo geograficamente, ma anche lontane come mindset e modus operandi.

Molte delle realtà con le quali lavoriamo sono internazionali, da Isreale a Hong Kong, l’innovazione non vede limiti geografici. Questa distanza fisica poteva rappresentare un ostacolo per la riuscita dei progetti pilota, ma durante il lockdown abbiamo visto come startup e imprese abbiano reagito lavorando più velocemente e efficacemente. La sfida che ci siamo posti è quella di continuare ad essere consapevoli di cosa si può raggiungere in un così breve tempo e questo ci pare essere un importante vantaggio competitivo nel futuro.

Che lezione porterai con te da quest’esperienza?

Sicuramente il lockdown ci ha dato tempo di riflettere molto su noi stessi e sulla nostra capacità di essere resilienti, di rispondere alle avversità, ai cambiamenti improvvisi ed agli eventi tragici, trovando nuove vie e sperimentando nuove soluzioni. Elasticità e capacità di riorganizzazione possono aiutarci a cogliere opportunità positive e ad esplorare nuovi orizzonti che ci porteranno a raggiungere traguardi importanti. E’ paradossale, ma è come se l’essere fisicamente “lontani” ci avesse aperto nuove prospettive, come se ci avesse dato la possibilità di pensare altrimenti. Il lockdown è stato un vero e proprio boost nello sviluppo del nostro “pensiero laterale” offrendoci nuove modalità di approccio ai problemi.

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