Analisi

Food & Agricolture

Il settore agroalimentare

Deloitte nel 2009-2010 ha avviato in Italia il progetto «Food & Agricolture» rivolto agli imprenditori e alle aziende operanti nel settore Agroalimentare.

Il progetto parte dal presupposto che il settore agroalimentare in Italia rappresenta un elemento strategico e di vantaggio competitivo che deve essere continuamente e sempre più valorizzato.

Il settore agroalimentare è al centro dell’interesse del mercato non solo italiano, ma anche internazionale e costituisce, per quanto riguarda i prodotti e le aziende nostrane, una fonte di grande interesse anche da parte di investitori.

Il settore agroalimentare - Un patrimonio made in Italy da consolidare e rinnovare

La ricerca “Il settore agroalimentare - Un patrimonio made in Italy da consolidare e rinnovare” propone un quadro generale del settore agroalimentare italiano e delle eccellenze ivi comprese, andando ad analizzare i diversi settori merceologici che lo compongono, il rapporto con lo scenario di riferimento e l’ambiente esterno che lo circonda.

La ricerca Deloitte fotografa un universo di riferimento di oltre 880 mila aziende operanti nel settore agroalimentare, che rappresentano circa il 14% del totale delle imprese italiane.

La struttura della ricerca

La ricerca delinea il contesto del settore agroalimentare in Italia e lo analizza attraverso la "matrice processo-dimensione", utile nella ricerca delle efficienze produttive, economiche e finanziarie.

In questa prospettiva si inserisce l’approccio sistemico, in cui l’output di un’azione diventa l’input di un altro processo. La ricerca, inoltre mette in correlazione le esperienze reali con i più aggiornati modelli di riferimento e tratteggia un percorso di convergenza verso un “modello integrato” di sviluppo (sistemico, economico-finanziario).

Il settore agroalimentare viene descritto ricco di opportunità ma anche di importanti leve per il cambiamento, rappresentate da quegli elementi che, se trascurati o non tempestivamente colti, potrebbero mettere in discussione l’equilibrio e la durata dell’azienda stessa.

Lo studio individua questi elementi che si potrebbero definire “fattori di cambiamento forzoso” dettati da condizioni di mercato o dall’orientamento dei consumatori e le “regole d’oro” ovvero i cinque fattori strategici che vanno perseguiti per portare o mantenere l’impresa in “acque sicure”:

  1. la capacità di affiancare tradizione e innovazione
  2. la gestione dei passaggi generazionali e delle trasformazioni organizzative
  3. la strategia di valorizzazione dei prodotti e di internazionalizzazione
  4. l’efficienza nei processi produttivi e l’ampliamento di gamma
  5. la gestione degli aspetti finanziari connessi allo sviluppo
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