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Annual Review of Football Finance

2015 - Revolution

I ricavi del calcio in Europa superano gli 11,3 miliardi di Euro (+15%) guidati dai nuovi accordi televisivi europei

  • La Premier League è la regina d’Europa in termini di ricavi e ha registrato il miglior tasso di crescita (+32%)
  • La Serie A si posiziona al quarto posto tra le principali leghe europee con un fatturato di 1,7 miliardi e una crescita dell’1%
  • La Bundesliga è in forte crescita: +13% rispetto alla stagione precedente e aumento dei ricavi per l’8° stagione consecutiva
  • Il principale driver per la crescita risulta la diversificazione delle fonti di ricavi con l’obiettivo di massimizzare le entrate da “stadio” e da attività commerciali

Secondo la XXIV edizione della ricerca Deloitte Annual Review of Football Finance 2015, nel 2013/14 i ricavi totali del mercato del calcio europeo hanno superato gli 11 miliardi di Euro grazie alla crescita delle cinque principali leghe europee (Bundesliga, La Liga, Ligue 1, Premier League e Serie A) e in particolare delle prime venti squadre inglesi, che ormai rappresentano quasi il 20% del mercato.

Dario Righetti, partner Deloitte e responsabile Consumer Business, commenta: “Nonostante il perdurare della crisi economica in Europa, per il terzo anno consecutivo, ognuna delle principali cinque leghe ha raggiunto livelli di fatturato da record, con ricavi totali che si sono quadruplicati dal 1996/1997”.

La Premier League estende ulteriormente il suo primato, con ricavi totali di 3,9 miliardi di Euro, grazie ai diritti televisivi che salgono del 48% grazie al contributo degli accordi sui nuovi diritti televisivi del mercato domestico e internazionale.

Dario Righetti aggiunge: “Nella stagione 2013/14 anche i club della Premier League che hanno tratto meno vantaggi dai diritti televisivi domestici hanno comunque guadagnato più di ogni altro club europeo. Dopo i recenti annunci di offerte commerciali per alcuni tra i più grandi club, ci aspettiamo che la Premier League superi la Bundesliga in termini di ricavi commerciali e che quindi registri i migliori risultati in tutte e tre le principali categorie di ricavi per il 2014/15."

La Bundesliga vede per l’ottavo anno consecutivo una crescita dei ricavi, consolidando così la propria posizione come seconda generatrice di ricavi tra le leghe europee, per un totale di 2,3 miliardi di Euro (+13% rispetto alla stagione precedente). Il nuovo pacchetto di diritti televisivi domestici per la Bundesliga 1 e per la Bundesliga 2 valgono complessivamente oltre il 50% in più del valore dei diritti precedenti, anche se il valore dei diritti della Bundesliga 1 rimane il più basso tra le cinque leghe principali.

I ricavi delle squadre della Liga Spagnola crescono complessivamente del 3%, raggiungendo gli 1,9 miliardi di Euro (65 milioni di Euro), una crescita da attribuire principalmente ai due club di Madrid, mentre i ricavi totali delle rimanenti 18 squadre sono scesi rispetto all’anno precedente.

Sul fronte interno, il regime di vendita individuale continua a distorcere il panorama finanziario della Liga. Nel maggio 2015 il Ministero spagnolo dello Sport ha annunciato che, a partire dal 2016/17, i diritti del mercato domestico saranno venduti su base collettiva, con la speranza di creare un prodotto più attraente e più trasparente per i potenziali partner televisivi.

Il fatturato totale della Ligue 1 cresce di 201 milioni di Euro (15%), raggiungendo un totale di 1,5 miliardi, di cui 75 milioni derivanti dal Paris Saint-Germain. La media delle presenze in Ligue 1 sale al livello più alto dal 2008/09, con una media di spettatori a partita superiore ai 21.000, guidata anche dalle ristrutturazioni degli stadi in vista della corsa agli europei del 2016. Nonostante il dato complessivo positivo, i ricavi delle giornate sono cresciuti solo del 4% (5 milioni di Euro) raggiungendo i 144 milioni di Euro, di cui il 44% deriva dal PSG.

Un aumento dei ricavi totali dei club di Serie A di 22 milioni di Euro (+1%) per un totale di 1,7 miliardi di Euro nel 2013/14, deriva principalmente da elevate performance finanziarie dei club italiani più illustri, che sono fortemente influenzati dalla partecipazione in competizioni europee rispetto ai club meno titolati che hanno registrato performance negative.

Il calcio italiano, come per gli anni passati, rimane fortemente dipendente dalle entrate derivanti dai diritti televisivi, che con il 59% dei ricavi totali rappresentano il valore più alto tra le cinque leghe principali, nonostante il calo del 1% del valore complessivo dei diritti televisivi.

Costi di gestione

Per quanto riguarda le spese per gli stipendi, per la prima volta dalla stagione 2006/07 le cinque leghe hanno riportato tutte un rapporto stipendi/ricavi (principale indicatore di performance finanziaria dei club di calcio) pari o inferiori al 70%, cioè più di due terzi dei ricavi della stagione 2013/14 è stato destinato agli stipendi. A eccezione della Liga Spagnola, le altre leghe principali hanno visto migliorare il loro rapporto stipendi/ricavi (Bundesliga: 49%, Premier League: 58%, Ligue 1: 64% e Serie A: 70%).

Nonostante il calo degli stipendi, la Serie A ha mantenuto il primato negativo essendo tale indice il maggiore tra le cinque leghe principali per il sesto anno consecutivo.

Profittabilità

I profitti operativi generati dalla Premier League nella stagione 2013/14 hanno quasi triplicato la cifra record raggiunta nel 2012/13 dalla Bundesliga, con 19 dei 20 club che riportano un profitto operativo e il totale dei margini operativi della Premier League in aumento del 19%. Ancora una volta la Bundesliga è la sola tra le altre 4 leghe principali a riportare un profitto operativo, anche se in calo del 5% (14 milioni, per un totale di 250 milioni).

Altri risultati dello studio

I ricavi derivanti dai diritti televisivi sono stati pari a 5,4 miliardi di Euro e hanno rappresentato il 48% dei ricavi totali delle 5 leghe europee. Questi ricavi sono previsti in aumento nella prossima stagione dati i nuovi accordi annunciati e in programma almeno fino al 2016/17. I ricavi commerciali hanno raggiunto i 4 miliardi di Euro (+18%) e hanno rappresentato, con il 35%, il secondo maggior elemento di crescita. I ricavi delle giornate sono aumentati del 4% nel 2013/14 e nel complesso hanno generato 1,9 miliardi di Euro

A partire dal 2016/17 La Liga, muovendosi verso la vendita collettiva dei diritti televisivi, garantirà una più equa distribuzione dei proventi televisivi tra club, portando il rapporto tra il minimo e il massimo guadagno dal “7,4 a 1” della stagione 2013/14 al “4,5 a 1”. Per confronto, nel 2013/14 il rapporto per la Serie A è stato di “5,3 a 1”, per la Ligue 1: “3,4 a 1”, per la Bundesliga “2 a 1” e “1,6 a 1” per la Premier League.

Un moderato aumento di presenze ha visto la Bundesliga registrare la media europea più alta, con più di 42.600 persone a partita e un utilizzo degli stadi di oltre il 90%. Tuttavia, il dato di utilizzo più alto appartiene alla Premier League con il 96%, con una partecipazione media record a livello nazionale di 36.691 persone a partita. La presenza media della Ligue 1 aumenta per il secondo anno consecutivo e supera le 21.000 unità nel 2013/14, mentre la Serie A sale marginalmente a 23.011, e la Liga rimane immobile a 25.320.

Le migliori italiane: la crescita della Juve e l’importanza delle competizioni europee

Sono quattro le squadre italiane in classifica ma di queste solamente la Juventus (decima) rientra nella Top 10 europea.

Analizzando i dati, si può notare come le italiane siano caratterizzate da performance disomogenee e continui a crescere il divario tra “La Vecchia Signora” e le altre squadre, grazie al dominio della Juventus sia sul campo che nei bilanci.

I traguardi sportivi e la vittoria del terzo scudetto consecutivo sono stati accompagnati da performance finanziarie positive con una crescita del 2,5% rispetto alla stagione precedente; i ricavi Bianconeri crescono nonostante la mancata qualificazione alla seconda fase della Champions League in quanto si sono concretizzati i frutti dello Juventus Stadium. A seguito dei risultati sportivi di questa stagione, ancor più brillanti dello scorso anno soprattutto in Champions League, è facile ipotizzare un gap ancor più crescente con le altre italiane nei bilanci del prossimo anno.

Il Milan è il secondo club italiano in termini di ricavi, con 249,7 milioni di Euro, ed ha registrato un calo del 5,2% uscendo dalla Top10 per la prima volta da quanto è stata stilata questa classifica.

Sempre sul fronte milanese, l’Inter (164 milioni di Euro), perde due posizioni passando dal quindicesimo al diciassettesimo posto ma mantenendo i ricavi praticamente costanti rispetto alla stagione 2012/2013 (-0,5%).

L’ultima italiana presente nella TOP 20 è una delle tre new entry di quest’anno: il Napoli, che entra in classifica posizionandosi direttamente al sedicesimo posto e registrando un fatturato in crescita del 41,6%.  

Le maggiori cause della perdita di posizioni in classifica delle italiane sono principalmente da imputare ai pessimi risultati ottenuti sul campo a livello europeo, soprattutto per quanto riguarda il Milan dove la mancata qualificazione per l’Europa League ha significato la perdita per il club dei premi dalla UEFA.

“Entrando nel dettaglio della situazione italiana, possiamo affermare che il calcio italiano seppur in difficoltà a mantenere il passo del calcio europeo e con una situazione economica particolarmente difficile, ha mantenuto la presenza di 4 squadre in questa speciale classifica”, afferma Dario Righetti, Partner Deloitte e responsabile per il Consumer Business.

“Il punto debole delle nostre squadre – continua Righetti - resta tuttavia la forte dipendenza delle squadre Italiane dai ricavi derivanti dai diritti TV che rappresentano oltre la metà del fatturato totale della Serie A”.

Per competere economicamente a livello internazionale risulta sempre più importante quindi la partecipazione italiana alle competizioni europee.

Conclude Righetti: “Le performance conseguite dalla Juventus dimostrano ancora una volta un altro punto debole del nostro Sistema Calcio, ovvero quanto sia strategico lo stadio per il futuro dei club e del calcio italiano. Senza nuovi stadi l’Italia non riuscirà a recuperare il gap con le principali leghe e dovrà affrontare sempre maggiori difficoltà economiche-finanziarie”

“Dall’analisi dei ricavi delle TOP 20 - afferma Riccardo Raffo, Partner Deloitte, - emerge come la sfida principale rimane quella di incrementare i ricavi da gare e le fonti di ricavi alternative. Dopo l’avvento del Regolamento UEFA sul Financial Fair Play nella nostra Serie A è aumentata l’attenzione all’equilibrio economico ed in particolare al contenimento dei costi. Adesso bisogna fare il passo successivo: diversificare ed aumentare i ricavi lavorando sull’offerta del prodotto calcio italiano per creare maggiore appeal. Alcune società si sono mosse in questa direzione con progetti di ristrutturazione e realizzazione di nuovi stadi prendendo spunto da un esempio concreto come la Juventus che, quest’anno, grazie allo Juventus Stadium, ha registrato un 87% medio di affluenza alle partite casalinghe, decisamente in controtendenza con i trend nazionali.”

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