Insight

Italy Private Equity Confidence Survey

Outlook per il secondo semestre 2016

Secondo il report le prospettive degli operatori di Private Equity e di Venture Capital in Italia per il secondo semestre 2016 mostrano un’aspettativa stabile nei confronti della congiuntura economica, confermata da parte del 63,9% degli operatori.

La maggioranza degli investitori intervistati si mostra inoltre fiduciosa circa una possibile fine degli effetti della crisi economica nel mercato del PE/VC entro i prossimi 12 mesi

Principali evidenze emerse

  • Il 63,9% degli operatori si aspetta un trend stabile in merito alla congiuntura economica
  • il 66,7% degli intervistati ricerca nuovi investimenti in aziende con fatturato medio superiore ai 30 milioni di euro
  • Tornano le operazioni di leveraged buy-out (LBO) (47,2% degli intervistati)
  • Atteso un aumento dei valori di cessione dal 55,6% degli operatori
  • Calano le IPO come strategia di exit degli investimenti, a favore della cessione a strategic buyers (58,3% degli operatori)
  • Migliorano le condizioni di finanziamento per operazioni di PE/VC, evidenziate da un calo dello spread medio sul tasso Euribor e da un leverage entro il valore di 4x
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“Anche per il prossimo semestre, la maggioranza degli operatori si attende di focalizzare l’attenzione sulla ricerca di nuovi investimenti, un’attività indicata come prioritaria da parte del 66,7% degli intervistati – commenta Elio Milantoni, Partner di Deloitte Financial Advisory Services e M&A leader – L’attività di fundraising subisce un lieve calo all’interno delle priorità degli investitori in PE/VC assieme all’attività di gestione delle partecipazioni in portafoglio”.

Le operazioni di PE/VC saranno principalmente rivolte a imprese di medie dimensioni: il 60% degli intervistati conferma che il fatturato medio delle società oggetto di maggiore attenzione sarà tra i 30 e i 100 milioni di Euro, dimensione media superiore rispetto ai valori indicati nel semestre precedente. . Il 72,2% del campione si prepara   per operazioni di replacement capital, leveraged buy-out (LBO) o Expansion Capital

“Nonostante la crescente attenzione nei confronti delle operazioni di replacement e di LBO, gli operatori intervistati segnalano una contrazione del livello di leva finanziaria che le operazioni possono sostenere: la totalità degli intervistati ha dichiarato di ritenere sostenibili operazioni con un grado di leverage medio/basso, rimanendo entro un valore di 4x (Debito/EBITDA)”, osserva Elio Milantoni.

Migliorano anche le condizioni di indebitamento per operazioni di PE/VC rispetto ai periodi precedenti: la percentuale di acquisizioni finanziate con spread sull’Euribor inferiori a 250 bp è aumentata dal 50,0% al 65,7%.

In linea con la tendenza del semestre precedente, la maggior parte degli intervistati si attende di uscire dagli investimenti tramite cessione a strategic buyers (58,3% degli operatori). Inoltre, tra le varie alternative di exit, risultano in aumento le preferenze verso le operazioni di MBO/buy-back come possibile opzione di uscita dagli investimenti a fronte dell’ennesimo calo delle IPO.

Aumenta la concentrazione degli operatori che si attendono un livello di rendimento (IRR) tra il 15% ed il 25% (88,6% vs. 79,4% della precedente edizione). Inoltre, il 73,5% degli intervistati vede l’EBITDA expansion come principale driver del rendimento generato.

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