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RICS e Deloitte a Expo con il convegno

“Diamo valore alla terra”

Il convegno dal titolo Diamo valore alla Terra, organizzato da Rics e Deloitte Real Estate e con il patrocinio della Provincia di Milano e di Federimmobiliare, dedicato al tema della valutazione del patrimonio fondiario. Si è trattato del terzo appuntamento su un ciclo di quattro incontri programmati all'interno del progetto Rics per Expo2015, curato dal Professional Group Rural di Rics

Rics, con il comitato guidato dall'agronomo Roberto Bandieri, e Deloitte, con il team internazionale di Real Estate Advisory, hanno colto l'enorme opportunità offerta dall'Esposizione universale milanese per accendere i riflettori sul tema della valutazione economica dell'asset primario – la terra – che sta alla base dell'attività agricola.

“L'evento ‘Diamo valore alla terra’ costituisce il punto di arrivo di un lungo percorso intrapreso da Rics oltre due anni fa – sono state le parole di benvenuto di Marzia Morena, Presidente di Rics Italia, ai partecipanti. Si è trattato di un percorso complesso, come complessa è la materia trattata. Grazie al lavoro del Professional Group e al loro approccio multidisciplinare, da sempre un tratto tipico e un punto di forza dell'associazione, è stato possibile incanalare il lavoro compiuto focalizzandosi sulla funzione economica del terreno e sul ruolo del territorio che lo comprende, esaminando la questione da diverse angolature. In questo modo è stato possibile giungere a una sintesi ricca e completa di tutto il lavoro svolto, costituita da un valore finale che sia oggettivo e misurabile secondo procedure, metodi e standard riconosciuti a livello internazionale”.

La filiera agroalimentare, che partendo dai campi e dal lavoro nei campi arriva sino al cibo che gustiamo ogni giorno, è centrale nel sistema economico del Paese. Da un lato costituisce uno dei punti di forza e di maggiore riconoscibilità del made in Italy, e dall'altro costituisce una sostanziosa fetta del Prodotto Interno Lordo nazionale. Nel 2014, secondo dati Istat, il valore aggiunto del comparto agricoltura è stato di 31,5 miliardi di euro (a prezzi correnti), pari al 2,2% del PIL nominale. Se si aggiunge l'apporto dell'industria alimentare, il cosiddetto comparto agroalimentare rappresenta il 4% del valore aggiunto italiano e il 6% della produzione totale. La determinazione del valore di un terreno agricolo e di un'azienda agricola è inoltre importante ai fini di acquisto e vendita, di inserimento in rendiconti economico finanziari o a scopo di costituire garanzie di credito, nonché per la necessità di acquisire aree per la realizzazione di opere di pubblica utilità.

“La valutazione di un terreno agricolo è molto complessa - spiega Bandieri – Basti pensare che alla sua determinazione contribuiscono in diverso modo una serie di fattori quali il valore dei terreni; quello dei fabbricati, produttivi ma spesso anche residenziali; quello degli impianti e dei macchinari utilizzati per lo svolgimento dell'attività agricola; quello, eventualmente, del bestiame allevato; infine il valore della gestione aziendale dell'impresa agricola”. “Inoltre - prosegue Bandieri - “bisogna tenere conto del fatto che esistono specificità e diversità territoriali su scala micro che influiscono sul valore della terra”.

Dal convegno è quindi emersa la necessità di adottare un approccio professionale nell'advisory immobiliare, nonché superare il quadro di riferimento comune vigente, sostanzialmente basato su valore dominicale e tariffe d'estimo, per giungere all'integrazione dei metodi tradizionali di valutazione con i moderni standard di valutazione che costituiscono il quadro comune di riferimento a livello internazionale.

“Il settore agroalimentare riveste per l’Italia un ruolo assolutamente strategico in quanto cruciale per la competitività del nostro Paese” – dice Elena Vistarini, National Real Estate Industry Leader di Deloitte – “Il settore ha generato nel 2014 un valore complessivo di oltre 260 miliardi di euro, contribuendo al PIL italiano per circa il 17%, e occupa 3,3 milioni di addetti, pari a circa il 13% dell’occupazione del Paese. L’eccellenza dei prodotti agroalimentari italiani è inoltre riconosciuta a livello internazionale. Il Country Brand Index Score di Future Brands colloca l’Italia al primo posto a livello globale nella categoria Food”.

“L’incentivazione allo sviluppo di tale settore passa anche attraverso il coinvolgimento di investitori internazionali qualificati al fine di reperire le risorse finanziarie necessarie alla valorizzazione e alla crescita economica e occupazionale” – aggiunge Vistarini – “Si rende pertanto indispensabile l’utilizzo di strumenti sempre più sofisticati per l’analisi del mercato e delle aree agricole che aiutino gli investitori nelle loro scelte di investimento per la promozione e sviluppo del settore.”

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