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Le conseguenze giuridiche del No-Deal

Le precauzioni da considerare (e adottare) in vista del No-Deal

Background

Il 24 settembre 2019 la Corte Suprema britannica ha dichiarato illegale la decisione di Boris Johnson di sospendere per cinque settimane il Parlamento inglese.

La drasticità della decisione del primo ministro era giustificata dalla necessità di sbloccare la stagnante situazione che, da tre anni oramai, attanaglia la relazione tra il Regno Unito e l’Unione Europea.

Tuttavia, non bisogna scordarsi che il Parlamento ha recentemente approvato una legge secondo cui il governo inglese è costretto a chiedere all’Unione Europea una proroga della Brexit (ora fissata al 31 ottobre 2019), in caso non si riesca ad ottenere un deal.

Per quanto sembri che il Regno Unito abbia preso le dovute precauzioni implementando la suddetta legge, i rischi non sono del tutto azzerati e i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo. Il No-Deal potrebbe quindi eventualmente prefigurarsi come soluzione ultima adottata dalle parti. Per questo, riteniamo che gli operatori economici debbano essere a conoscenza delle conseguenze che il No-Deal potrebbe avere sui negozi giuridici che vedono coinvolta la giurisdizione inglese. Infatti, il Regno Unito, una volta uscito dall’Unione Europea, sarà considerato come “paese terzo” e, di conseguenza, gli operatori economici dovranno farsi carico di tutte le implicazioni del caso.

Tassazione

Il Regno Unito non sarà più soggetto alla regolamentazione doganale e fiscale dell'Unione Europea.

Di conseguenza, qualsiasi merce esportata o importata nel Regno Unito sarà soggetta alla vigilanza doganale in conformità alla legislazione dell'Unione Europea. Ciò implica, tra l'altro, l'applicazione delle formalità doganali, la presentazione di dichiarazioni e la possibilità che le autorità doganali richiedano specifiche garanzie. Il tutto si traduce quindi non solo con un aggravamento dei costi, ma anche con un prolungamento dei tempi di circolazione.

Ogni bene importato nell'Unione Europea dal Regno Unito o esportato dall’Unione Europea al Regno Unito sarà trattato rispettivamente come importazione o esportazione extra-europea. Ne consegue che, da una parte, colui che importa un prodotto inglese in Unione Europea dovrà assolvere l’IVA imposta al prodotto. Dall’altra parte, invece, colui che invia beni dall’Unione Europea al Regno Unito effettua un’esportazione non imponibile IVA e sarà dunque compito dell’esportatore conservare la dichiarazione doganale d’uscita per evitare l’imponibilità dell’IVA al prodotto.

L'impatto di un No-Deal sulla tassazione inciderà anche sulle operazioni transfrontaliere effettuate tra società inglesi e società europee. Secondo la regolamentazione europea, l’esenzione dalla doppia tassazione si applica nel caso in cui il contribuente e il beneficiario hanno la residenza in uno stato membro dell’Unione Europea. Pertanto, a seguito dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, l’esenzione dalla doppia tassazione non si applicherà più qualora il contribuente o il beneficiario abbiano residenza nel Regno Unito.

Occupazione

In caso di mancato accordo di uscita, i lavoratori soggetti ad un contratto inglese saranno semplicemente esposti alle stesse regole e restrizioni dei lavoratori provenienti da paesi terzi. Analogamente, i lavoratori inglesi che desidereranno lavorare in uno degli Stati Membri, dovranno ottenere permessi di lavoro. In generale, una volta avvenuta l’attuazione dell’art. 50 del Trattato sul Funzionamento Europeo, il Regno Unito non sarà più tenuto a rispettare la legislazione europea e attuerà la propria legislazione nazionale su qualsiasi tema quale –per esempio- l’orario di lavoro, i contratti a tempo determinato e i salari minimi.

Proprietà intellettuale

I diritti di proprietà intellettuale depositati o registrati ai sensi della legislazione europea (essenzialmente marchi europei e design comunitari, non essendo ancora ufficialmente operativo il brevetto europeo) cesseranno di produrre i propri effetti nel Regno Unito a partire dal 1 novembre 2019.

Per i marchi europei e per i design comunitari già concessi alla data di Brexit, l’Intellectual Property Office, che gestisce la registrazione dei diritti di proprietà intellettuale sul territorio nazionale inglese, ha previsto di creare, automaticamente e senza costi per i titolari, una registrazione nazionale inglese equivalente, che quindi consentirà ai titolari di mantenere intatti i propri diritti sul marchio e sul design. Tali registrazioni equivalenti manterranno anche la stessa data di efficacia che avevano le registrazioni europee corrispondenti.

I titolari di tali registrazioni equivalenti potranno poi decidere se mantenerle o farle cancellare dall’ufficio, al fine di evitare inutili duplicazioni di diritti e incrementi nei costi. Nel caso in cui la domanda di marchio europeo o di design comunitario sia ancora pendente alla data di Brexit, i titolari potranno, entro i nove mesi successivi, presentare domanda di registrazione di marchio o design nazionale UK all’ufficio competente senza perdere la data di primo deposito della domanda di marchio nazionale.

Privacy

Le norme dell’Unione Europea per il trasferimento di dati personali “verso paesi terzi” cominceranno ad applicarsi anche al Regno Unito a seguito del No-Deal. Nel caso in cui non venga implementato alcun tipo di accordo, la circolazione dei dati sensibili tra gli stati membri dell’Unione Europea e il Regno Unito sarà soggetta al rilascio da parte del responsabile del trattamento o dell’incaricato del trattamento di “garanzie adeguate", quali per esempio clausole di protezione dei dati, norme vincolanti d'impresa, approvate dall'autorità competente per la protezione dei dati, oppure codici di condotta.

In caso contrario, in assenza dell'attuazione di tali "garanzie adeguate", il trasferimento dei dati sensibili potrà avvenire solo in casi specifici, ad esempio sulla base del consenso delle parti, per l'esecuzione di un contratto, per l'esercizio di diritti legali o per importanti motivi di interesse pubblico.

Giurisdizione Internazionale

Il diritto internazionale privato dell'Unione Europea prevede norme armonizzate per la competenza giurisdizionale internazionale in materia civile e commerciale, come – per esempio – il diritto fallimentare e il diritto di famiglia. In linea generale, queste norme armonizzate si applicano solo se il convenuto è domiciliato o residente in uno Stato Membro. Di conseguenza, per i procedimenti nei confronti di un convenuto residente nel Regno Unito, avviati in uno degli stati membri dell'Unione Europea successivamente alla data di uscita, non si applicheranno più le norme europee sulla competenza giurisdizionale internazionale. Tuttavia, le parti private potrebbero accordarsi sulla competenza giurisdizionale e prevedere una clausola di giurisdizione. In assenza di un accordo tra privati, qualsiasi procedimento che coinvolga una parte residente nel Regno Unito sarà trattato dal tribunale con competenza giurisdizionale, da individuarsi secondo le norme nazionali ed internazionali in materia di giurisdizione che regolano i rapporti tra il singolo Stato membro dell'Unione Europea e il Regno Unito.

Inoltre, il diritto internazionale privato dell'Unione Europea stabilisce norme per facilitare il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni giudiziarie emesse da un organo giurisdizionale di uno stato membro dell'Unione Europea. Per quanto riguarda le decisioni emesse e non ancora eseguite da un tribunale inglese o da quello di uno stato membro dell’Unione Europea dopo la Brexit, le norme europee sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni non troveranno più applicazione. Più specificamente, le procedure di riconoscimento e di esecuzione delle decisioni saranno disciplinate reciprocamente dalle norme nazionali ed internazionali dello Stato membro in cui la parte richiederà il riconoscimento/esecuzione o del Regno Unito se l’esecuzione dovesse essere richiesta in quest’ultima giurisdizione.

Conclusione

Il No-Deal comporterà numerosi cambiamenti su molteplici aspetti giuridici: alcuni di essi possono essere -in parte- prevedibili, mentre altri hanno profili incerti e offuscati. Oltre ad implementare misure preventive in vista del possibile No-Deal, gli operatori economici che abbiano intenzione di continuare o iniziare un rapporto commerciale con operatori aventi sede nel Regno Unito – e operatori del Regno Unito che intraprendono, dall’altra parte, un rapporto commerciale con operatori dell’EU- dovrebbero considerare anche gli accordi o trattati bilaterale o multilaterali di cui il Regno Unito è o sarà parte al fine di valutare se e in quale misura tali trattati potrebbero incidere sulle loro attività.

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