Comunicati stampa

Le diseguaglianze sociali causano 700.000 decessi all’anno in Europa

L’analisi di Deloitte sui fattori di contesto che impattano sulla salute

Analisi di Deloitte sull’impatto dei determinanti sociali sulle diseguaglianze di salute nell’Europa Occidentale.

Key findings

  • 146 miliardi €: il costo della mancata produttività dovuto a malattie e disturbi fisici, pari all’1,4% del Pil;
  • 33 milioni i casi di malattia ogni anno;
  • Ogni anno di istruzione in più delle madri riduce tra il 7 e il 9% il tasso di mortalità dei bambini sotto i 5 anni. 
Diseguaglianze sociali e stato di salute

OECD’s How’s Life?

13 dicembre 2017 – Lo stato di salute di un individuo dipende non solo da variabili strettamente sanitarie, ma anche e soprattutto dalle cosiddette “Social Determinants of Health” e dalla necessità, anche per i Paesi ad alto reddito, di assumere un approccio olistico alla definizione di una policy efficace. E’ questo che emerge dallo studio Deloitte “Diseguaglianze sociali e stato di salute - Rompere il circolo vizioso” presentato oggi nella Greenhouse Deloitte di Milano.

Guido Borsani, Partner Deloitte responsabile per il Public Sector dichiara: “La sfida per l’Europa e per l’Italia è di tradurre in pratica questo approccio olistico alla salute, al fine di essere all’altezza di sfide quali l’innalzamento dell’aspettativa di vita, il progressivo invecchiamento della popolazione e la scarsità di risorse pubbliche. Per farlo, è necessario adottare un’ottica integrata che superi il tradizionale approccio degli interventi pubblici, sia a livello finanziario sia professionale, e che favorisca il raggiungimento di obiettivi di natura perequativa e di eliminazione della trasmissione intergenerazionale delle disuguaglianze.”

Le cosiddette determinanti sociali della salute (social determinants of health, SDOH) sono le condizioni in cui le persone nascono, crescono, vivono, lavorano e invecchiano. Tra queste troviamo ad esempio gli stili di vita personali, la disponibilità di reti di sostegno sociale, le condizioni di vita e di lavoro, l’accesso all’istruzione, l’occupazione e l’assistenza sanitaria. Questi fattori sono condizionati da una serie di forze economiche, politiche e ambientali legate tra loro ed esistono indipendentemente dalla qualità del sistema socio-economico-assistenziale dei singoli Paesi.

La mancanza di un approccio efficace al miglioramento delle determinanti sociali della salute sta causando pressioni sui costi e sulle risorse dei sistemi assistenziali in Europa.

Nell’Europa occidentale, le famiglie vulnerabili o problematiche, ovvero quelle più a contatto con i dipartimenti assistenziali, rappresentano una fonte di crescente preoccupazione. Queste famiglie raramente riescono a interrompere la spirale negativa che le vede protagoniste. I bambini e gli adolescenti che vivono in famiglie vulnerabili sono maggiormente esposti.

Il rapporto Deloitte spiega come l’adozione di un approccio che abbraccia tutto il ciclo della vita delle famiglie vulnerabili può migliorare le politiche, portando a grandi vantaggi sociali e sanitari.

Risolvere il problema delle disuguaglianze per i membri più vulnerabili della società può quindi gettare le fondamenta per la riduzione generale delle disuguaglianze di salute.

Per raggiungere l’obiettivo di un cambiamento sostenibile tutte le forze politiche, i fornitori dei servizi pubblici, le agenzie e gli altri stakeholder devono essere preparati a un lavoro congiunto più efficace nella gestione delle determinanti sociali della salute e nella riduzione delle disuguaglianze sociali.

“Affinché siano efficaci, gli interventi volti a ridurre le diseguaglianze devono coinvolgere più parti dell’amministrazione, locale e centrale, tra cui l’istruzione, i servizi abitativi, i trasporti, l’ambiente, la salute e la previdenza sociale”, prosegue Borsani. “Le politiche di governo devono considerare tutte le determinanti sociali della salute, non solo il settore dell’assistenza sanitaria”.
 

Diseguaglianze sociali e stato di salute
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