prospettive globali mid market

Comunicati stampa

Prospettive globali per le aziende del Mid Market

Imprenditori italiani tra ottimismo e incertezza

Deloitte ha condotto l’indagine “Prospettive globali per le aziende del Mid Market. Piani, priorità e aspettative”, la prima su scala globale interamente dedicata alle medie imprese, con l’obiettivo di monitorare i piani, le priorità e le aspettative di quasi 1.900 leader di aziende di medie dimensioni in 30 paesi. A livello nazionale l’indagine ha visto coinvolte 100 aziende, di cui il 31% a matrice familiare, appartenenti ai più svariati settori industriali.

Key Findings

  • Deloitte presenta lo studio ”Prospettive globali per le aziende del Mid Market. Piani, priorità e aspettative”, il primo su scala globale interamente dedicato alle medie imprese.
  • In Italia, il 56% degli imprenditori guarda con ottimismo al futuro, ma dovrà destreggiarsi in un clima di incertezza.
  • Il 36% dei dirigenti italiani si aspetta di aumentare i dipendenti a tempo pieno nel 2018.
  • M&A, occhio al rimbalzo: in Italia un terzo delle aziende intervistate pensa di definire un’operazione di acquisizione di altre aziende, mentre, il 26% si aspetta di essere oggetto di acquisizione.
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Milano, 13 febbraio 2018 – Ogni giorno, le aziende del Mid Market evolvono in molteplici modi e assumono decisioni strategiche impegnative che incideranno definitivamente sul loro successo o fallimento. Collettivamente, queste aziende sono un motore di crescita per le economie in ogni parte del mondo. A testimonianza dell’attenzione verso questo segmento cruciale, Deloitte ha condotto l’indagine “Prospettive globali per le aziende del Mid Market. Piani, priorità e aspettative”, la prima su scala globale interamente dedicata alle medie imprese, con l’obiettivo di monitorare i piani, le priorità e le aspettative di quasi 1.900 leader di aziende di medie dimensioni in 30 paesi. A livello nazionale l’indagine ha visto coinvolte 100 aziende, di cui il 31% a matrice familiare, appartenenti ai più svariati settori industriali.

Aziende italiane tra ottimismo e incertezza

Dallo studio emerge come circa due terzi dei dirigenti a livello globale si dichiari ottimista riguardo al successo della propria azienda nei prossimi 24 mesi. In Italia, il 56% degli intervistati guarda con ottimismo al futuro. Una delle chiavi di lettura sembra essere lo stato di salute dell’economia globale: nel nostro Paese, come nel resto del mondo, ci si aspetta una crescita dei ricavi, degli utili, della produttività e degli investimenti di capitale nell’anno a venire.
“L’economia globale sta sperimentando un livello di raro allineamento economico, con le aspettative dei vari paesi, per la prima volta da anni, sempre più in sintonia” commenta Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader Italia. “La maggior parte delle economie globali sono stabili o in accelerazione e le aziende sono tutte inserite in tale dinamica, rispecchiando il miglioramento delle condizioni economiche nei mercati in cui operano. Le aziende esposte all’economia globale vedono anche un rafforzamento nelle loro vendite internazionali”.

Pur dichiarandosi fiduciosa nel successo della propria azienda nei prossimi due anni, la maggior parte dei dirigenti del nostro Paese rileva ancora un clima di elevata incertezza, che nel 47% dei casi risulta immutato rispetto a un anno fa. Permangono, infatti, una serie di fattori di vulnerabilità: le prossime elezioni politiche (lo pensa il 32% dei dirigenti di piccole e medie imprese italiane) che rischiano di frenare la crescita nei prossimi mesi, qualora il voto dovesse portare a coalizioni incapaci di governare o all’impossibilità tecnica di nominare un esecutivo forte; i valori dei crediti deteriorati del sistema bancario italiano che, seppur in netta diminuzione, risultano essere tra i peggiori in Europa; il quadro regolamentare percepito ancora come altamente sfidante.
“È interessante notare come gli intervistati abbiano espresso sia un alto livello di ottimismo che di incertezza” commenta Lanzillo. “Tuttavia gli imprenditori italiani sono abituati a lavorare in un contesto incerto e le aziende sono in grado di essere più agili e hanno la capacità di operare in una prospettiva a più lungo termine”.

Un imprenditore italiano su tre è a caccia di talenti

L’indagine Deloitte evidenzia come i talenti siano ancora un presupposto fondamentale per la crescita delle aziende del Mid Market. Il 45% dei dirigenti intervistati si aspetta di aumentare i dipendenti a tempo pieno nell’anno a venire, a dimostrazione del fatto che le persone sono ancora fondamentali per molte funzioni aziendali. In Italia, tale tendenza, sebbene meno marcata rispetto agli altri paesi, riguarda comunque un leader su tre (36%). Il quadro dipinto dallo studio mostra due marcate tendenze, entrambe innescate dalla ripresa della crescita globale: il bisogno di assumere nuovi lavoratori per far fronte alla crescente domanda, e una sempre più intensa battaglia per aggiudicarsi le prestazioni di lavoratori qualificati, in costante diminuzione numerica.
“In questo contesto, le aziende più piccole potrebbero apparire in certa misura svantaggiate a causa della mancanza di riconoscimento del marchio su cui possono contare i loro rivali più grandi e, inoltre, spesso non sono concentrate nelle grandi aree metropolitane che esercitano una forte attrattiva sui giovani lavoratori” commenta Lanzillo. “Tuttavia, queste aziende offrono benefici alle persone in cerca di lavoro che le grandi aziende non sono in grado di offrire come, ad esempio, un miglior equilibrio tra vita lavorativa e privata o una maggiore disponibilità al confronto da parte dei dirigenti e delle proprietà”.

M&A: occhio all’effetto rimbalzo

Negli ultimi anni le aziende globali si sono fortemente concentrate sulla crescita della propria attività, ma molte hanno preferito farlo in maniera organica piuttosto che acquisire altre aziende o fondersi con esse. Meno di un terzo (29%) dei leader di aziende dichiara che la propria impresa ha portato a termine una fusione o acquisizione negli ultimi 12 mesi; in Italia, invece, tale percentuale si attesta su un livello significativamente più basso, il 18%. Ma potrebbe esserci un rimbalzo in vista. A livello globale, infatti, il 42% degli intervistati ritiene probabile o molto probabile l’acquisizione di altre aziende nei prossimi 12 mesi; in Italia è invece un terzo degli intervistati (33%) a dichiarare che porterà a termine nell’arco del prossimo anno un’operazione di acquisizione di altre aziende, mentre, il 26% - sia a livello globale che nazionale - si aspetta di essere oggetto di un’acquisizione.

Trasformazione digitale

La digitalizzazione può indebolire i modelli aziendali esistenti e nessun settore è immune. Se lo aspettano i leader delle medie imprese su scala globale; il 48%, in particolare, pensa che la propria azienda verrà destabilizzata da un concorrente di tipo non tradizionale nel corso dei prossimi 2-3 anni, quota che scende al 38% in Italia: ciò potrebbe derivare da una maggiore conoscenza delle tecnologie emergenti oppure da una minore consapevolezza e minor presidio delle opportunità che queste tecnologie sono capaci di offrire, anche a player non tradizionali. “Le similitudini che presentano collettivamente le aziende non si spiegano soltanto con il ciclo economico” afferma Lanzillo. “Piuttosto, i risultati dell’indagine confermano come le aziende siano più interconnesse che mai, grazie a trend quali la globalizzazione e la digitalizzazione”.

 

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