Comunicati stampa

Strategy Council | IV Edizione

Unione Europea oggi: ancora un’opportunità?

Si è tenuta l’Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati la quarta edizione dello Strategy Council Deloitte che si pone l’obiettivo di comprendere se e come l’Unione Europea possa fungere da reale stimolo allo sviluppo socio-economico dei paesi membri e aiutare a soddisfare i crescenti bisogni delle famiglie Europee.

Unione Europea oggi: ancora una opportunità?

Key findings

  • L’Unione Europea è al centro di una discussione tra chi la considera uno strumento di sviluppo e chi la ritiene responsabile delle difficoltà attuali
  • L'Italia, che ha dato e ricevuto molto dall’Europa, non sta cogliendo tutte le opportunità disponibili
  • Il contesto globale si trova ad affrontare sfide di grande entità in crescita esponenziale con impatti oltre i confini nazionali che influenzano politiche industriali-sociali, imprese e famiglie e che mettono a dura prova i «singoli» stati
  • L’UE è percepita lontana dai reali bisogni delle imprese e delle famiglie che sono però sempre più consapevoli della necessità di una «unione» purché ci sia un cambio di passo
  • In questo contesto solo un progetto comunitario incardinato su politiche sociali, che sono al centro dei bisogni delle famiglie e allo stesso tempo strategici per lo sviluppo economico di ciascun Paese, potrà dar vita a una istituzione di valori e percepita come tale da tutti. Italia inclusa. Un cambio di prospettiva che presuppone però un’azione sistemica e sinergica di tutti gli attori politici, economici, sociali, culturali e istituzionali nazionali ed europei. Una azione coraggiosa, non facile e non immediata, ma che sembra poter restituire un valore ampio e condiviso all'Unione Europea

Si è tenuto oggi presso l’Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati la quarta edizione dello Strategy Council Deloitte “Unione Europea oggi: ancora una Opportunità?” che si pone l’obiettivo di comprendere se e come l’Unione Europea possa fungere da reale stimolo allo sviluppo socio-economico dei paesi membri e aiutare a soddisfare i crescenti bisogni delle famiglie Europee. Tale indagine si basa anche su una ricerca demoscopica condotta da Deloitte-SWG che confronta l’Italia con i principali Paesi europei (Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Grecia, Croazia, Polonia) sul tema del valore dell’Unione Europea.

L’incontro è stato aperto dal Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, seguito dall’intervento di Enrico Ciai, Amministratore Delegato di Deloitte Italia. Andrea Poggi, Partner Monitor Deloitte, Responsabile dello Strategy Consulting, ha aperto i lavori con un’approfondita analisi sul tema oggetto di questa edizione. Sono intervenuti, in rappresentanza del punto di vista delle Istituzioni, il Ministro degli Esteri Angelino Alfano e il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani.

Alla tavola rotonda, avviata dalla discussione sui dati contenuti nel report di Deloitte, hanno partecipato personalità come Philippe Donnet, Group CEO Assicurazioni Generali, Jean-Paul Fitoussi, Economista, Luciano Fontana, Direttore del Corriere della Sera, Sandro Gozi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri e Marcella Panucci, Direttore Generale di Confindustria.

Indagine demoscopica

Dall’indagine demoscopica condotta da Deloitte in collaborazione con SWG emerge che: a fronte di una forte insoddisfazione da parte dei cittadini nei confronti dell’Unione Europea (il 64% degli Europei e il 77% degli Italiani non ha visto vantaggi dall’appartenenza del proprio Paese all’UE), c’è la consapevolezza che senza l’Unione Europea si starebbe peggio (la pensa così il 57% degli Italiani e il 53% degli Europei), purché, come richiesto dal 79% degli Europei e dall’85% degli Italiani, ci sia un “cambio di passo” sui temi chiave (Immigrazione, Occupazione e Terrorismo). In particolare si evidenzia che:

• A livello europeo il 64% dei cittadini non ha visto vantaggi dall’appartenenza del proprio Paese all’UE (contro il 77% degli Italiani) e il 71% non vede vantaggi per la propria famiglia (contro l’82% degli Italiani)

• L’80% delle imprese Italiane non giudica positivo l’impatto dell’UE

• Il 60% dei cittadini Italiani (contro il 52% dei cittadini europei) non ripone fiducia nell’Unione Europea e il 64% dei cittadini a livello europeo non crede che ci possa essere un futuro positivo per l’Unione Europea

• 1 cittadino su 2 in Italia, Francia e Grecia (contro il 29% in Germania) giudica insufficiente l’operato dell’Unione Europea fino ad oggi

• 1 Italiano su 3 (contro il 40% dei cittadini europei) non conosce tematiche europee né attuali né storiche

• La differenza di peso politico e la presenza di interessi divergenti tra Paesi UE è considerato il primo fattore di debolezza attuale e il primo fattore di rischio per il futuro dell’UE

• Il 63% degli Italiani (contro il 57% dei cittadini europei) si sente più cittadino del proprio Stato che dell’Unione Europea

• Il 37% dei cittadini Italiani è Euro neutro (contro il 26% a livello europeo), ovvero non assume posizione definita o non è interessato all’UE

• Il 57% degli Italiani (contro il 53% dei cittadini europei) ritiene che l’UE sia un veicolo fondamentale per aiutare i singoli Paesi ad emergere nel difficile contesto internazionale, purché, come richiede il 79% degli Europei e l’85% delle famiglie italiane si «cambi passo» e ci si concentri su temi chiave: Gestione Immigrazione, Sviluppo Occupazione, Difesa dal terrorismo

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