Deloitte Strategy Council Europe

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Deloitte Strategy Council Europe

II edizione

La seconda edizione è dedicata alle corrette scelte di investimento a sostegno dello sviluppo competitivo dei diversi Paesi nell’ambito delle nuove sfide economico-sociali globali

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Deloitte Strategy Council Europe - II edizione

Bruxelles, 19 marzo 2019 – Senza riforma fiscale non c’è futuro. Questo quanto sembra emergere dall’analisi di Deloitte presentata oggi nel corso della II edizione dello Strategy Council Europe svoltosi al Royal Museums of Art and History a Bruxelles.

Allo studio, presentato in anteprima esclusiva, dopo l’apertura di Enrico Ciai, Presidente e AD di Deloitte Italia, e la presentazione dei risultati della ricerca da parte di Andrea Poggi, Clients & Industries Leader Deloitte Central Mediterranean, è seguito un ampio dibattito che ha visto la presenza di alcuni tra i principali stakeholder italiani ed europei, tra cui, Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo, Daniel Gros, Direttore del Think Tank CEPS e Federico Fubini, Vicedirettore capo del Corriere della Sera.

“La riforma fiscale è un’iniziativa prioritaria, ne sono infatti convinti 8 cittadini europei su 10. A conferma di ciò, 7 europei su 10 ritengono la riforma anche essenziale per lo sviluppo sociale ed economico dei propri Paesi.” dichiara Andrea Poggi.

Queste le sfide principali che, proprio grazie ad una revisione del sistema fiscale, i diversi Paesi devono gestire secondo gli intervistati: disuguaglianze sociali (per il 52% dei cittadini), disoccupazione (per il 51%) ed immigrazione (per il 47%).
“In particolare, l’82% degli europei reputa già oggi sostenibile una riduzione della pressione fiscale, attraverso l’eliminazione degli sprechi (44%) e la lotta all’evasione (29%). Evoluzione del modello fiscale che non deve comunque impattare i servizi pubblici: il numero di cittadini che si dichiara disponibile a pagare più tasse in cambio di servizi più efficaci (44%) è infatti maggiore rispetto a quella di chi vorrebbe pagare meno a fronte di una riduzione dei servizi (38%).” continua Andrea Poggi.

Tuttavia, dal percepito dei cittadini emerge anche che il sistema fiscale attuale non è pienamente adeguato a svolgere il suo naturale ruolo di supporto allo sviluppo industriale e sociale dei rispettivi Paesi.
“Il sistema fiscale è percepito come un “nemico” da circa 1 cittadino su 3. Infatti, sono ben 8 europei su 10 a non essere pienamente soddisfatti delle politiche fiscali e a ritenere il proprio sistema fiscale non equo e, specialmente in alcuni Paesi, come ad esempio Italia e Grecia, persino caratterizzato da una forte evasione.” afferma Andrea Poggi, che continua: “Tra i limiti più gravi dei vari sistemi, gli europei individuano l’evasione fiscale. L’evasore viene trasversalmente considerato un “soggetto da condannare”, in media da 7 cittadini su 10 e l’evasione è ritenuta grave quanto altre forme di reati, per 5 europei su 10 l’evasione è grave quanto l’omicidio.”

Il sistema fiscale emerge, inoltre, come troppo complesso: difatti, nonostante gli europei si ritengano ben informati su temi economici e fiscali (64%), meno della metà degli intervistati (43%) è in grado di gestire in completa autonomia tutti i propri adempimenti fiscali.

Per gli europei migliorare il sistema fiscale è imprescindibile anche per poter promuovere un’indispensabile e necessaria equità sociale. In particolare, gli interventi prioritari dovrebbero concentrarsi su sanità, riduzione della povertà e occupazione e dovrebbero prevalentemente essere a sostegno di persone anziane e famiglie.
“Quindi la necessaria e improrogabile riforma fisale deve superare gli attuali limiti dei diversi sistemi fiscali, assicurando una maggiore equità sociale e minore complessità, e garantendo al contempo una forte competitività dei singoli Paese nel panorama internazionale, in linea con quanto il percorso già intrapreso da alcuni Paesi industrializzati.” conclude Andrea Poggi.

Strategy Council Europe 2019

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    Eminence

    Libero TV - "Poggi (Deloitte):Cittadini insoddisfatti di politiche lavoro, occupazione e migrazione"

    Compare anche in: Corriere di Siena, Corriere di Arezzo, Il Tempo TV, Corriere dell'Umbria, Corriere di Rieti, Corriere di Viterbo, Affari Italiani, MSN

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